giovedì 14 gennaio - Gerardo Lisco

Meglio il voto anticipato che cedere al ricatto

Dopo la trattativa “Stato – Mafia” siamo alla trattativa “ Stato – Renzi”. L’attacco di Renzi al Governo Conte è stata sponsorizzata, più o meno tacitamente, sia da una parte del PD che da una parte dello stesso M5S oltre che dai soliti “giornaloni” e “TV”. 

Cito per tutti Mentana. Come ho avuto modo di scrivere un paio di mesi fa ciò che era la forza di Conte, ossia il non aver un suo partito, oggi si sta rivelando una debolezza che fornisce la sponda ad una crisi di Governo che apre all’ennesimo governo tecnico e al commissariamento della Democrazia. Alla debolezza dell’esecutivo dovuta alla mancanza di un partito di Conte si aggiunge la debolezza del M5S ingabbiato dalla vittoria del referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari per cui una parte degli eletti in parlamento del M5S potrebbero votare qualsiasi governo pur di completare la legislatura; la doppiezza del PD dovuta al fatto che i gruppi parlamentari sono nelle mani di renziani; la debolezza di un progetto politico come Liberi e Uguali che se solo avesse fatto una campagna elettorale degna di tale definizione oggi avrebbe potuto contare su una pattuglia parlamentare nutrita con un proprio peso specifico. Ciò detto bisogna essere chiari fino in fondo: Renzi non vuole nessun accordo, per rientrare in gioco e dare risposte alle lobbies che lo hanno ancora come riferimento deve far fuori Conte favorendo l’ascesa al governo di un tecnico ( sia esso Draghi o Calenda). Solo un governo tecnico è in grado di utilizzare le risorse finanziare del Recovey Fund secondo i desiderata del solito capitalismo straccione e assistito nazionale. Solo un governo tecnico può operare utilizzando le risorse finanziarie a favore dei cacicchi regionali, sia di centrodestra che di centrosinistra, slegando gli interventi da una visione nazionale. I piani presentati dai singoli Presidenti delle giunte regionali in merito all’utilizzo delle risorse del Recovey Fund sono la prova provata della incapacità delle classi dirigenti regionali attente solo a dare risposte alle filiere locali e della mancanza di una visione nazionale. Solo un governo tecnico può attivare il MES. Nessun governo politico, sano di mente, attiverebbe mai il MES. Di fronte a un quadro così degradato l’unica soluzione sono le elezioni politiche anticipate. Sbagliano e alla grande sia Di Maio che Zingaretti se pensano che dopo aver fatto fuori Conte e dato il sostegno ad un altro governo per senso di responsabilità alle elezioni politiche guadagneranno consensi. Entrambi, anche se per ragioni diverse, si dovrebbero ricordare del risultato elettorale all’indomani del governo Monti. Di Maio per l’ascesa del M5S , il secondo per la debacle del PD. Nel caso di crisi e di governo tecnico meglio fare l’opposizione. Le politiche che metterà in campo un tale governo produrranno lacrime e sangue. Per capirlo è sufficiente ricordare le richieste avanzate dal presidente di Confindustria. E’ vero la BCE continuerà ad acquistare titoli del debito pubblico ma questo non sarà sufficiente. L’Italia per riprendersi ha bisogno di Stato, di coesione sociale e di politiche realmente redistributive tra territorio e classi sociali. Politiche di questo genere non sono in grado di farle tanto un governo tecnico quanto un governo di centrodestra. Come abbiamo visto con Monti le uniche politiche che è stato in grado di fare sono state di tutela degli interessi forti nell’ambito del rispetto dei vincoli di bilancio scaricando i costi sulle classi sociali medie e sul proletariato. Dicevo meglio andare a votare. Il sostegno ad un governo tecnico porterà un crollo dei consensi alle prossime elezioni a quelle forze politiche che lo sosterranno. Spero che nel PD prevalga l’intelligenza politica. Il M5S in caso di governo tecnico deve stare all’opposizione anche nel caso in cui il PD dovesse dare il proprio appoggio insieme a cani sciolti del M5S. Chi non darà il proprio consenso ad un governo tecnico sarà la Meloni la quale si preparerà a fare man bassa di consensi alle prossime elezioni politiche. Il numero di parlamentari che ha oggi Fratelli d’Italia consentono alla Meloni di poter stare all’opposizione in attesa sulla riva del fiume. Per quanto riguarda Conte, nonostante Renzi e i doppio giochisti presenti sia nel PD che nello stesso M5S, continua ad avere un consenso molto alto che non può e non deve bruciare accettando di guidare un Governicchio ostaggio dei ricatti della lobby rappresentata da Italia Viva. E’ suo dovere morale, verso se stesso e verso gli italiani, portare la crisi in Parlamento perché gli italiani possano ascoltare con le loro orecchie e vedere con i loro occhi lo scempio che un personaggio come Renzi fa del Paese.

Foto: Wikimedia




Lasciare un commento