venerdì 8 settembre - Salvo

Medio Oriente, l’intreccio: Israele-Libano-Palestina

Con L’intreccio del Medio Oriente: Israele-Libano-Palestina, è possibile affermare che l’autore Salvatore Falzone abbia composto un libro peculiare. L’autore ha potuto constatare le sofferenze delle popolazioni mediorientali visto che ha collaborato dal 2011 al 2015, al Progetto “R.I.VI.T.A.” acronimo di “Riabilitazione ed Integrazione delle Vittime di Tortura e Abusi” in qualità di Educatore Professionale. Il progetto si è svolto a Caltanissetta.

Il libro, con l’introduzione del Vice Prefetto di Caltanissetta nonché Presidente Supplente della Commissione Territoriale per il Riconoscimento di Siracusa, Gabriele Barbaro, e la prefazione del presidente della coop soc “iopervoiperio”, William Di Noto, è abbastanza documentato.

Il Medio Oriente terra di incontro, di intreccio di varie culture e identità, ma anche di scontri e conflitti, deve al crollo dell’Impero Ottomano, con la fine del Sultanato e del Califfato, e alle successive influenze e spartizioni tra le potenze coloniali le ragioni delle costanti crisi. Interessi geopolitici e geostrategici ne hanno segnato profondamente la storia. Tornaconti formalizzati negli accordi anglo-francesi noti come Sykes-Picot basati su una politica del divide et impera. Da qui la contestazione dei confini che ogni Stato brandisce contro l’altro, da qui le destabilizzazioni politiche croniche del Libano, dei Territori Palestinesi, del rifiuto di accettare lo Stato d’Israele. Accanto alle questioni territoriali occorre aggiungere i traumi religiosi con la fine del califfato, nel 1924, con la formazione di un vuoto di potere che ha posto dalla Fratellanza musulmana egiziana al credo wahabbita saudita la corsa ad assumere la leadership nel modo musulmano

Il libro, si pone come obiettivo quello di affrontare e chiarire la questione ebraica, la questione araba-palestinese e la fragilità libanese intese come le cause generatrici di quell’intreccio che ha portato nel corso degli anni la regione mediorientale a guerre, violenze, terrorismo e sofferenze dei popoli interessati.

Il testo traccia inoltre l’evoluzione degli avvenimenti che hanno caratterizzato le guerre arabo-israeliane, le guerre civili libanesi, i problemi nei campi profughi palestinesi in Libano, l’impatto della Rivoluzione islamica iraniana, la comparsa di attori extrastatali dediti all’assunzione di potere interno e di lotta come Hamas e Hezbollah, la destabilizzazione del Paese dei Cedri, le “Primavere arabe” con il loro passaggio da speranza di democratizzazione a crolli degli apparati statali fino alla drammatica crisi siriana. Proprio per quanto riguarda la Siria, l’autore fornisce una ampia visione delle diverse fazioni e dei diversi attori in campo i quali attualmente sono impegnati nella guerra civile tra regime e opposizione, tra sunniti e sciiti, tra potenze regionali e mondiali e dall’evoluzione del terrorismo islamista.

Vi è anche la narrazione del ruolo italiano svolto nella regione mediorientale: dalla Dichiarazione di Venezia del 1980 dove venne deliberata una risoluzione che, in sostanza, riconosceva il diritto del popolo palestinese al principio dell’autodeterminazione e alla partecipazione dell’OLP al processo di Pace; alle operazioni di pace in Libano degli anni ’80 fino ai giorni nostri, alla Conferenza internazionale sul Libano, tenutasi a Roma durante la guerra d’estate 2006, che avrebbe portato in sede ONU al varo della Risoluzione 1701.

Falzone traccia, per quanto riguarda il contezioso tra israeliani e palestinesi, anche i tentativi diplomatici e negoziali: dalla Dichiarazione di Principi, con la storica stretta di mano tra Rabin, allora Premier israeliano e Arafat, il Presidente dell’Organizzazione della liberazione della Palestina, fino ai vertici di Camp David 2000 e Taba 2001; dai tentativi successivi dal Piano di pace arabo, al Rapporto Baker- Hamilton, al Piano Olmert fino al Documento dei Detenuti palestinesi per una piattaforma politica comune per arrivare ad una soluzione.

Secondo l’autore:

Nessuno in questo conflitto ha il monopolio della sofferenza. In queste tragedie tutte le parti hanno commesso errori e hanno imboccato, in certe situazioni, la strada sbagliata, rifiutandosi di vedere la realtà in mutamento e di adattare le proprie politiche di conseguenza verso un cammino pacifico. La pace non può più aspettare. Il presente volume cerca di andare in profondità delle varie questioni che infiammano l’intera regione. Lo scopo del libro è quello di far conoscere il passato per trarre a riflettere sull’avvenire in termini nuovi. Soltanto un continuo dialogo e un totale rifiuto degli estremismi politici e religiosi potrà riconciliare i popoli rompendo quelle barriere psicologiche così negative e aprendo la porta della pace verso la cooperazione e comprensione reciproca”.

 




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