Maurizio Cattelan, tra memoria e provocazione: a Berlino la mostra NIGHT
Il solito eccentrico e sorprendente Maurizio Cattelan torna a stupire il pubblico con NIGHT, la sua prima grande mostra personale in Germania, ospitata alla Neue Nationalgalerie di Berlino dal 10 settembre 2026 al 7 marzo 2027. L’esposizione celebra l’artista italiano, vincitore del Premio della Nationalgalerie 2026.
Pensata appositamente per la grande sala di vetro progettata da Mies van der Rohe, la mostra trasforma temporaneamente il museo in una sorta di chiesa contemporanea: uno spazio di silenzio, raccoglimento e riflessione, nel quale le opere dialogano direttamente con l’architettura.
NIGHT affronta temi centrali nella ricerca di Cattelan, tra cui la storia, il potere, la morte, l’identità, la fede e la memoria collettiva. Il titolo indica una condizione nella quale le certezze si indeboliscono e la realtà diventa più difficile da interpretare. Tuttavia, la notte conserva sempre la possibilità di un nuovo mattino.
Il percorso riunisce opere storiche e nuove creazioni. Tra i lavori più conosciuti troviamo Novecento (1997), un cavallo tassidermizzato sospeso al soffitto mediante una sella e una corda. L’animale, tradizionale simbolo di forza e libertà, appare qui immobile e sconfitto, diventando un’immagine delle guerre e delle disillusioni del XX secolo.
In All (2007), nove corpi velati e scolpiti nel marmo di Carrara giacciono uno accanto all’altro sul pavimento. Non è possibile riconoscerne l’identità: davanti alla morte scompaiono nomi, differenze e gerarchie.
Bones (2025) raffigura invece un’aquila monumentale in marmo Statuario Michelangelo, distesa a terra con le ali aperte. Cattelan priva così il tradizionale simbolo del potere politico, militare e imperiale della sua posizione eroica, mostrandolo fragile e vulnerabile.
In Charlie Don’t Surf (1997), un ragazzo è seduto davanti a un banco scolastico con le mani trafitte dalle matite. Una scena apparentemente quotidiana si trasforma in una rappresentazione inquietante dell’autorità, della punizione e della paura di fallire.
Le nuove opere: After e Dust
Tra le nuove creazioni presentate a Berlino spicca After (2026), un’installazione composta da un tubo di ferro lungo sei metri, cunei di legno e un cane tassidermizzato, collocato al centro della struttura come se stesse dormendo.
A intervalli regolari il tubo viene percosso, producendo un suono simile a quello di una campana. Il rumore metallico interrompe il silenzio della sala e contrasta con l’immobilità dell’animale. L’opera rimane sospesa tra sonno e morte, presenza e assenza, trasformandosi in una riflessione sul tempo e su ciò che resta dopo una perdita.
Ancora più intima è Dust (2026), costituita da un comune estintore contenente le ceneri di un amico dell’artista. Un oggetto normalmente associato all’emergenza, alla protezione e alla salvezza diventa così un insolito contenitore della memoria.
Cattelan crea un cortocircuito poetico e provocatorio: l’estintore, nato per spegnere il fuoco, custodisce ciò che resta di una vita dopo la cremazione. Non è soltanto un’opera sulla morte, ma anche sull’amicizia, sull’assenza e sulla necessità di conservare una traccia delle persone perdute.
Con NIGHT, il solito eccentrico e fantastico Cattelan dimostra ancora una volta che le idee non gli mancheranno mai. Attraverso animali tassidermizzati, corpi di marmo e oggetti comuni trasformati in simboli, l’artista riesce a sorprendere, disturbare e commuovere. Le sue opere non offrono risposte definitive: ci costringono piuttosto a fermarci e a osservare la realtà da una prospettiva nuova.
