martedì 5 agosto 2025 - Mario Barbato

Matteo Salvini e l’inutile ponte sullo Stretto di Messina

Matteo Salvini continua a sponsorizzare il ponte sullo Stretto di Messina come il suo fiore all’occhiello. Ma parliamo di un fiore all’occhiello solo in termini di consensi elettorali perché alla prova dei fatti Salvini da quanto l’Italia ha avuto la sfortuna di vederlo al governo non ne ha azzeccata una. Il motivo? E’ un incompetente. 

Ponte sullo Stretto di Messina: Foto satellitare

L’elettorato che vota Lega più per abitudine che per convinzione si dichiara favorevole al progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Un progetto che il capo del Carroccio ha definito “opera necessaria”. Parliamo di una sopraelevata che attraversa il mare collegando la Calabria con la Sicilia. Un ponte marino che con il Ponte di Brooklyn non ha nulla a che vedere ma che sarà solo un inutile spreco di denaro per un Paese già sull’orlo della bancarotta e che rischia di essere un regalo per la mafia e la ndrangheta che stanno già apparecchiando una ricca tavola imbandita. 

Salvini dice che il ritorno economico portato dal ponte sarà quantificabile in centomila nuovi posti di lavoro, con un aumento del Pil del tre percento e con un incremento del turismo e del commercio. Questo lo dice lui che non ha alcuna competenza economica. Almeno non più della Corte dei Conti e delle Università le quali hanno stimato che il ritorno economico sarà molto limitato e, soprattutto, incerto, a causa del basso traffico previsto. I pedaggi sarebbero insufficienti a coprire i costi e lo Stato si troverà a dover coprire il debito per chissà quanti anni luce. 

A questo va aggiunta una realtà che Salvini finge di non vedere: la Calabria e la Sicilia sono tra le Regioni meno industrializzate d’Europa. Di conseguenza mancano merci da trasportare, infrastrutture efficienti, servizi efficaci, flussi commerciali consistenti. Inoltre i turisti che vogliono passare le vacanze in Sicilia preferiranno sempre gli aerei piuttosto che attraversare un ponte potenzialmente super trafficato. E anche a voler essere ottimisti, i costi ricadrebbero sulle spalle di Regioni che senza un miracolo economico resteranno fanalino di coda nell’economia italiana. Strano che i fan di Salvini non facciano notare a loro leader queste semplici considerazioni. Ma si sa che il tifo è tifo e ai leghisti non importa se Salvini vende sogni e non realtà. 

Gli elettori della Lega che con il suo misero otto per cento di consenso elettorale non dovrebbe stare nemmeno al governo si bevono tutte le frottole che il capo del Carroccio dice e ripete con una retorica studiata ad arte per essere credibile. Ma Salvini non è credibile. E, se è per questo, non è nemmeno affidabile. Quando era ministro dell’Interno è stato capace di metterci contro l’intera Europa a causa della sua crociata contro le Ong. E adesso che è ministro dei Trasporti pensa a ponti irrealizzabili mentre i treni registrano ritardi record. Con Mussolini treni almeno arrivavano in orario. Salvini non è capace di garantire nemmeno questo.

Foto Wikimedia




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