venerdì 25 settembre - UAAR - A ragion veduta

Masih Alinejad, finalmente in Italia l’autobiografia: “Il vento fra i capelli. La mia lotta per la libertà nel moderno Iran”

«Sono nata l’11 settembre 1976, ed ero soltanto una bimba di due anni che muoveva i primi passi e cominciava a parlare quando la Rivoluzione islamica spodestò lo scià Mohammad Reza Pahlavi, mettendo fine a duemila anni di monarchia persiana. È stato il cataclisma più drammatico della storia dell’Iran moderno. Sono figlia della Rivoluzione islamica e ho trascorso gran parte della mia vita nella sua ombra. La mia storia è la storia dell’Iran moderno, della tensione tra le propensioni laiche del suo popolo e l’islamizzazione coatta della società, della lotta delle donne, soprattutto giovani, per rivendicare i loro diritti e opporsi all’introduzione della shari’a, alle violazioni dei diritti umani e delle libertà civili. La rivoluzione ha cambiato tante cose, ma per le donne in particolare ha portato a molti passi indietro. Nella Repubblica islamica nascere donna è come avere un handicap».

Arriva finalmente in Italia, per Nessun Dogma (il progetto editoriale dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti-Uaar), l’autobiografia di Masih Alinejad, uno dei volti più noti al mondo nella lotta all’obbligo del velo, fondatrice della seguitissima campagna social «My stealthy freedom» («La mia libertà clandestina»).

Attraverso le dense pagine di questo libro l’autrice ci conduce nell’Iran della sua infanzia e giovinezza, svelandoci cosa significa essere una bambina e poi una donna nella Repubblica islamica. Ci racconta la sua storia di riscatto, la lotta per far sentire la propria voce e per affermare la propria indipendenza rispetto alle imposizioni del moralismo islamico, le ragioni che l’hanno indotta ad abbandonare il suo paese e infine gli eventi che l’hanno portata a diventare una delle figure più rappresentative al mondo del dissenso verso il governo degli ayatollah.
Quella di Masih Alinejad è una storia di lotta e di speranza. Ma è anche un monito per le donne (e gli uomini) che aspirano a un mondo più libero e laico: il conformismo religioso è sempre in agguato.

MASIH ALINEJAD è una giornalista e scrittrice iraniana. Attivista per i diritti civili e voce critica verso il regime degli ayatollah, si è dovuta trasferire all’estero. Ha promosso la campagna My Stealthy Freedom come forma di protesta via social contro l’imposizione del velo islamico da parte delle autorità dell’Iran.

Il progetto editoriale dell’Uaar

Il catalogo di Nessun Dogma – che affianca la traduzione di classici inediti in Italia a opere che affrontano tematiche scottanti con un impertinente approccio laico-razionalista – comprende 38 pubblicazioni.
Tra le più recenti segnaliamo: Filosofare con i bambini? A scuola si può!, di Rosanna Lavagna; Non Believers’ Europe. Models of Secularism, Individual Statuses, Collective Rights a cura di Adele Orioli; Storia dell’antilaicità. Cinque millenni di rapporti tra stati e religioni di Raffaele Carcano; Laicità. Politica, religione, libertà di Andrew Copson; Blasfemo! Le prigioni di Allah di Waleed Al-Husseini, Contro la religione. Gli scritti atei di H.P. Lovecraft, E Gesù diventò Dio. L’esaltazione di un predicatore ebreo della Galilea di Bart D. Ehrman; L’islam e il futuro della tolleranza. Un dialogo di Sam Harris e Maajid Nawaz; Il multiculturalismo e i suoi critici di Kenan Malik.

Per acquistare il libro: www.nessundogma.it

Comunicato stampa

 

 




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