domenica 12 aprile - paolo

Ma quale opposizione, questa è un’altra cosa

In qualsiasi consesso civile chi è al governo governa e si assume la responsabilità dei provvedimenti e degli atti politici che compie e chi è all'opposizione fa opposizione, criticando anche aspramente le decisioni che vengono prese, qualora le ritenesse sbagliate. Un banale esercizio di democrazia.

In Italia, e non solo al tempo del coronavirus ma anche prima, abbiamo una opposizione che tenta di ribaltare le posizioni costituzionalmente stabilite con tutti i mezzi possibili, anche per nulla leciti come la marea di fake news con le quali innonda i media compiacenti; ovvero tutti salvo eccezioni che si contano sulle dita di una mano. Perché la turbo finanza predatoria nostrana, incidentalmente è anche proprietaria di tutti i mezzi di informazione più importanti e, siccome abituata a favori e prebende, questo governo non piace perché non corrobora le loro aspettative. O meglio non piace il premier Conte, giudicato un parvenu inadeguato, a prescindere da quello che fa, e soprattutto non piace nella coalizione di maggioranza quella a riferimento M5S. Ergo questi soggetti politici devono essere abbattuti secondo la machiavellica prassi che " il fine giustifica i mezzi".

Ieri sera alle ore 19,30 circa il premier Conte è comparso, suo malgrado, sugli schermi televisivi per fornire precisazioni sul suo operato a fronte di pesanti attacchi da parte dell'opposizione. E' apparso insolitamente teso e contrariato nel denunciare la massa di fake news che stanno investendo il suo disperato tentativo, per molti ritenuto una "mission impossible", di far digerire gli Eurobond ai recalcitranti tedeschi e compagnia bella. Lo accusano di avere già firmato per accettazione il MES (meccanismo europeo di stabilità) e quindi di alto tradimento e di avere svenduto il paese. Insomma cosucce non da poco. Con voce che tradiva una certa rabbia ha detto "adesso però, questa volta ed in via eccezionale, devo fare nomi e cognomi di chi mette in giro queste fake news". E indovinate un pò chi sono? Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Chi l'avrebbe mai detto.

Facendo uno strappo alla suo abituale aplomb da primo ministro, ha incolpato direttamente i due del tentativo di "avvelenare i pozzi", ovvero di tentare di ostacolare il suo tentativo in sede europea, raccontando colossali balle al popolo italiano. In particolare sul MES, smentendo categoricamente le dichiarazioni dei due complottisti che lo accusano di averlo già sottoscritto, e ribadendo la sua ferma posizione sugli Eurobond. Nell'occasione ha ricordato agli italiani che il tanto vituperato MES è stato sottoscritto dal centro destra nel 2011, governo Berlusconi con Giorgia Meloni allora ministro. Infine ha stigmatizzato il fatto che avere una opposizione in perenne stato di guerra, non deponga a favore del suo tentativo in sede europea, che invece richiederebbe una unità nazionale.

Parole al vento.

Volete un esempio, eccolo: Gruber su La 7, ospiti tra altri Alessandro Sallusti, condannato al carcere con sentenza 41249 della Suprema Corte con la motivazione "Spiccata capacità a delinquere", successivamente graziato dal presidente Giorgio Napolitano. Sallusti, direttore del Giornale, è notoriamente nemico acerrimo di questo governo sul quale spara a palle incatenate un giorno si e l'altro pure. Altro presente nella trasmissione Gianrico Carofiglio, oggi scrittore ma ex magistrato, politicamente con lo sguardo a sinistra. La discussione subito parte su Conte, la sua azione in Europa e le manovre di disturbo che sta conducendo il centro destra, con metodi diciamo a dir poco disdicevoli. Ad un certo punto Carofiglio, nel disperato tentativo di far capire a Sallusti quello che sta avvenendo, si lancia in un esempio " è come se un guidatore di un autobus (Conte) che procede lungo una discesa piena di curve pericolose, fosse costantemente disturbato da passeggeri indisciplinati ( Salvini- Meloni), lei che farebbe?

Risposta incredibile "cambierei autista" . Che chiarisce meglio di ogni cosa l'obiettivo che frulla nella testa, se cosi' possiamo definirla, di questi intemerati fautori dello sfascismo ad ogni costo. Togliere di mezzo Conte. Punto.

Nel frattempo il duo Salvini - Meloni, evidentemente piccati dalla reazione di Conte, chiamano il presidente Mattarella, denunciando come " fatto gravissimo "( ?!) le parole del premier e un " vero attacco alla democrazia" (Salvini). E se non bastasse il direttore del TG de La7 Enrico Mentana, uno che si autoproclama pluralista, se ne esce con questa dichiarazione " Se l'avessimo saputo, non avremo mandato in onda quella parte della conferenza stampa". Alla faccia della trasparenza. Insomma a Conte, oggetto di perenni attacchi sgangherati da parte dei suoi avversari, non viene riconosciuto alcun diritto di replica, non si sa bene in virtù di quale principio; neanche quando le accuse a suo carico sono palesemente false. L'informazione, secondo questi "democratici", consiste nel poter infangare il prossimo senza però riconoscergli il diritto di difendersi, soprattutto se oggetto degli attacchi è il capo del governo. Una tesi alquanto bizzarra ma che la dice lunga sul clima politico che stiamo vivendo.

Con l'aggravante di un paese sotto schiaffo per il coronavirus e cittadini sull'orlo di una crisi di nervi. Complimenti.