giovedì 21 luglio - Salvo

Luglio francese 1794: le Beate Martiri di Compiègne.

Con l’avvento della Rivoluzione Francese gli ordini religiosi furono sciolti. A Compiègne sedici suore carmelitane rifiutarono di deporre l’abito monastico, scrivendo all’Assemblea Nazionale: “Alla base dei nostri voti c'è la libertà più grande; nelle nostre case regna la più perfetta uguaglianza; noi qui non conosciamo né ricchi, né nobili. 

Nel mondo si ama dire che i monasteri rinchiudono vittime consumate lentamente dai rimorsi; ma noi confessiamo davanti a Dio che, se c'è sulla terra la felicità, noi siamo felici”.

L’Assemblea prese provvedimenti inviando gli ufficiali municipali presso i monasteri in qualità di “liberatori” per convincere le suore, poi il 14 settembre 1792 il monastero venne chiuso. Ma le Carmelitane continuarono la loro vita di preghiera e penitenza, divise in quattro gruppi, in varie parti di Compiègne, sotto la direzione di Teresa di S. Agostino. Denunciate da delatori al Comitato rivoluzionario, il 24 giugno 1794 furono catturate e inviate al carcere della Conciergerie.

Con giudizio immediato il famigerato Tribunale Rivoluzionario le condannò a morte per la loro fedeltà alla vita religiosa. Giunte innanzi alla ghigliottina, trasportate da due carrette, in mezzo ad una folla silenziosa, le Carmelitane rinnovarono i voti e cantando il Veni Creator si presentarono al boia.

Il martirio avvenne il 17 luglio 1794.

 Il ricordo è rimasto costante nei secoli. All’Angelus del 24 settembre 1978 Papa Giovanni Paolo I ricordò l'esempio delle Beate sedici Carmelitane ricordando che «Restata per ultima, Madre Teresa di S. Agostino (la Priora) pronunciò queste ultime parole: "L'amore sarà sempre vittorioso; l'amore può tutto!”.

Salvatore Falzone

 




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