lunedì 17 giugno - Martina Paiotta

Libia: eredità dell’egoismo dell’Occidente

A distanza di oltre dieci anni, la Libia è un territorio distrutto, distrutto dalla “presunta democrazia”, nonché lacunoso, socialmente e politicamente: anche l’Italia complice!

Prima dell’intervento militare, la Libia era, grazie alle politiche di Gheddafi, divenuto in breve tempo un territorio fiorente e stabile, ricco e con un livello di welfare accettabile anche grazie ai numerosi investimenti internazionali; in breve, era uno dei Paesi più floridi di tutta l’Africa e del Medio Oriente. 

Oggi la Libia è terreno fertile per gruppi armati e terroristi, ma soprattutto per movimenti neo-imperialisti e neo-coloniali provenienti da Occidente, così come auspicava l’Occidente stesso, in particolare USA e Francia: sembra che la Francia nutrisse nei confronti di Gheddafi numerosi interessi, da quelli economici a quelli politici; pare che le elezioni di Nicolas Sarkozy avessero in qualche modo a che fare con il leader libico, che gli aveva “finanziato”, a suo tempo, la campagna elettorale del 2007. 

Uno scandalo per cui l’ex Presidente ha “pagato” soltanto nel 2018, un po’ tardiva la risposta! 

Se è vero che chi aveva più interesse ad attaccare Gheddafi era la Francia, l’Europa “prese la palla al balzo”, sostenendo e partecipando alla vergognosa iniziativa, sebbene non tutti i Paesi -per fortuna- decisero di aderirvi; la Germania, ad esempio, fece sentire la propria voce d’opposizione, rifiutandosi di inviare i propri militari su suolo libico. 

A differenza dell’ipocrita Occidente, la Federazione Russa e la stragrande maggioranza dei suoi Alleati hanno fermamente condannato quel disonorevole intervento armato, ma, più di tutti, hanno fermamente condannato l’assassinio del Leader libico, prezioso amico ed alleato del Presidente della Federazione Russa V. Putin. 

A distanza di oltre un decennio, la situazione caotica ed instabile in Libia desta ancora preoccupazioni tra la comunità internazionale: la Libia è ora terreno fertile per gruppi armati, spesso formati e/o capeggiati da terroristi; è divenuta, altresì, pressoché impossibile, allo stato attuale, la formazione di un Governo centrale ed unitario, con cui poter trattare. 

La situazione libica è un’ulteriore “eredità” di un Occidente egoista, “accentratore di potere”, che ne aveva già lasciate altre: Iraq, Afghanistan, Kosovo…

La stessa Primavera Araba, che è stato quel fenomeno “rivoluzionario” che ha colpito il Medio Oriente tra il 2010 e il 2012, culminato con la morte di alcuni leader tra cui Gheddafi, o il loro allontanamento dagli incarichi di potere, stata l’ennesima catastrofe alimentata -per non dire voluta- da un Occidente sempre più “in bilico” sulla scena internazionale, che, già a quel tempo, si sentiva prossimo al declino: un’ulteriore dimostrazione di egoismo e individualismo che non sta conducendo a nulla di florido, specie per l’Europa, che dovrebbe invece tenersi a debita distanza da un “alleato” noncurante e intollerante, doppiogiochista ed opportunista che ci sta conducendo sull’orlo del baratro con i più assurdi pretesti.

 



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