giovedì 11 giugno - Attilio Runello

Libertà di caccia in Alaska. Protestano gli animalisti

Sarà più facile cacciare lupi e orsi in Alaska per favorire alci e caribù.

Le norme approvate dal congresso nel 2017 diventeranno operative a luglio. Trump le aveva congelate per tre anni

Gli orsi sono più di quarantamila, i lupi dai sette ai diecimila.

Nel 2017 il Congresso americano ha approvato un programma che ha come obiettivo la riduzione in Alaska di animali come lupi e orsi. Il programma ha lo scopo di tutelare e incrementare le popolazioni di caribù ed alci – uccisi da lupi e orsi.
Stime dicono che l’orso in Alaska avrebbe raggiunto le quarantamila unità. Si tratta di esemplari che pesano dai trecento ai cinquecento chili e se in piedi su due zampe raggiungono i due metri e mezzo.
Visitare le aree dove è più facile avvistarli è sconsigliato, senza una guida. Al momento non è un animale in via di estinzione, non in Alaska.

Il numero di lupi si stima essere dai settemila ai diecimila. Nemmeno i lupi sono in via di estinzione.

La caccia negli Stati americani è molto praticata. Naturalmente è richiesta una licenza. In gran parte degli Stati la caccia è concessa anche con trappole, di cui purtroppo possono rimanere vittime i cuccioli.


Obama nel 2015 aveva posto delle restrizioni all'uso delle trappole in Alaska. Tali restrizioni verranno tolte. Trump ha deciso che le tradizioni di caccia devono avere il sopravvento. Naturalmente ha sollevato le proteste degli animalisti.
Una parte degli abitanti e i nativi vivono in piccoli centri ed è proprio da queste persone che la legge voluta da Obama era stata fortemente contestata. Tocca ai cacciatori secondo le tradizioni locali gestire le regole della caccia. Le restrizioni di Obama erano percepite come una intrusione da Washington.
In Alaska vivono circa settecentomila abitanti. Gran parte di loro sono impegnati nell’attività estrattiva. L’Alaska è ricca di petrolio. L’economia si basa anche sulla pesca, l’allevamento di animali da pelliccia.
A causa delle basse temperature le condizioni di vita non sono facili, ma il pil pro capite è molto alto. Le vie di comunicazione sono poche e ci si muove principalmente in aereo o in nave per i lunghi percorsi. Oppure con i cani da slitta, o le motoslitte.

L’Alaska è un’area con una superficie di oltre un milione e settecento chilometri quadrati, all’incirca come quella dei paesi scandinavi messi insieme. Uscendo da Anchorage, si rimane da soli in mezzo a una natura che offre spettacoli affascinanti, ma che è anche ostile.

E' difficile capire da New York che cosa succede in Alaska.

Foto: Pexels




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