venerdì 1 settembre - Essere Sinistra

Lettera aperta alla nostra Ministra dell’Istruzione. "Cara Signora Fedeli, sono un’insegnante, ha presente?"

Cara Signora Fedeli, sono un’insegnante, ha presente?

di Ermanna MASIA

Una di quelli che vengono massacrati dall’opinione pubblica, una di quelli che sono antipatici a tutti, una di quelli che secondo alcuni sono responsabili: dell’impreparazione degli studenti, della dispersione scolastica, dell’incapacità ad affrontare le sfide del mondo contemporaneo, dell’inadeguatezza dei ragazzi, della crisi del mondo del lavoro e… del buco nell’ozono, e della crisi economica mondiale…

Sono una di quella platea di poveri cristi martoriati ogni giorno, soprattutto sul web (vede? Qualcuno di noi sa cosa sia…), da genitori, giornalisti, pseudo psicologi, opinionisti, politici dell’ultim’ora, e anche della prima…

Io glielo confesso, con franchezza, cara Signora, comincio davvero a non poterne più…
Sarà anche vero che questa è stata l’estate più calda da decenni ma, è altrettanto vero che si è diffuso come non mai il virus dell’insulta/insegnante (ha per caso un vaccino anche per questo?)

Lei, però, ci dovrebbe difendere, dovrebbe rappresentarci tutti, dovrebbe aver sposato le nostre istanze, dovrebbe conoscere le peculiarità del nostro lavoro, lei era una sindacalista, possibile che gli unici a sostenerci, almeno a parole, siano soltanto quelli che fanno le assemblee nella mia scuola?
Io mi aspettavo che lo facesse anche lei, invece…

Ogni giorno, soprattutto in questi ultimi, ci regala staffilate mortali, come fa a non rendersene conto?
Non siamo impermeabili a tutto…

Abbiamo dovuto sopportare la “Buona scuola”, che ha provocato soltanto danni incredibili.
Poi a bocce ferme, e scuole chiuse: prima i vaccini, poi l’abbreviazione del corso di studi, infine questa elemosina che ci vorreste dare, spacciandola come aumento dopo quasi nove anni.

Come fa a non rendersi conto che sia una miseria, che per di più non vuole dare neanche tutti, me compresa poiché … non albergo tra i docenti “meritevoli”.

Perché sa, Signora, io faccio l’insegnante, vado in classe ogni giorno, tutti i giorni, lì trovo i “miei” ragazzi che mi aspettano, con i quali mi confronto costantemente, ai quali cerco di dare il massimo, sempre, ai quali insegno non solo le mie discipline ma anche a costruirsi un’autonomia di giudizio, capacità critiche, o linguistiche.


Insomma tutto ciò che posso per farli diventare domani cittadini consapevoli, indipendenti e liberi.

E lo faccio da tanti anni, senza scuse, quando sono stanca, o preoccupata, quando a casa le cose vanno bene e quando non vanno, quando mi sento poco bene, quando sono adirata, quando sono serena, sempre con il sorriso sulle labbra e disposta a prenderli per mano ed aiutarli a crescere.

Perché è questo, sa, che facciamo: li aiutiamo a diventare grandi, cerchiamo di fare in modo che tutti si sentano a loro agio, li aiutiamo sì ma non senza rigore quando serve, perché la vita sarà dura con loro ed è uno dei nostri compiti far sì che lo imparino presto.

E non solo…facciamo anche gli psicologi, ci rapportiamo con loro a seconda delle fragilità, delle loro esigenze, delle loro difficoltà. E la sa una cosa? E’ l’esperienza che ci guida in questo percorso, non c’è corso, non esiste aggiornamento che possa insegnarti come gestire le situazioni delicate, le personalità differenti, le crisi, i problemi. 

Ma lo facciamo sempre, in tanti, tantissimi, certo non tutti, questo glielo concedo, ma di sicuro non sono le indicazioni che vengono dal Ministero, utili ad individuare chi sia serio e chi no.
Anzi, mi spingo anche oltre, i criteri che voi (Ministero) avete individuati, paradossalmente sono riferiti a chi in classe entra poco, con una scusa o con l’altra, chi fa altro, chi segue l’aspetto progettuale collaterale al nostro lavoro, che NON significa certo, mi creda, essere un buon insegnante.

Oggi poi, come ciliegina sulla torta (ecco il perché di questo sfogo) ci dice che servono insegnanti “preparati”. Eddai Signora, la prego…chi potrebbe prepararci, o chi potrebbe riconoscere quelli tra noi che lo sono?

Eppure glielo abbiamo detto in tutti i modi che non funzionavano i criteri sin qui adottati, le abbiamo spiegato, in tutti i modi, che era una sciocchezza il “comitato di valutazione”, ed anche che il nostro è sempre stato un sistema di istruzione eccellente, che ha forgiato menti brillantissim, premi Nobel in tutti i settori, sistema che tutti ci hanno invidiato e copiato.

Perché vuole distruggere anche quel po’ che resta di buono, direi di ottimo?
Perché, oltre a questo, anche fomentare divisioni e malumori, frammentazioni, e rivalità?
Perché non gratificare, come ha fatto in più occasioni, ma solo a parole, una professione così vitale per il futuro di questo paese?

Non chiediamo, certo, che di colpo adegui agli altri paesi europei i nostri stipendi, ma neppure che aumenti di 30.000€ medi quello dei dirigenti, questo alimenterebbe tensioni che già esistono.

E questo non fa bene alla scuola che lei rappresenta, non fa bene a noi che ci viviamo.
Tutto questo distrugge, è dannoso, tutto questo esaspera, alimenta il malumore che è già diffuso.

Mi creda signora, veda di cambiare rotta perché…noi siamo davvero stanchi, molto, troppo stanchi di sopportare, di tacere, di subire in silenzio…




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