martedì 26 luglio - Antonello Laiso

Lettera a Mario Draghi

Caro Mario, permettimi il tu, ti scrivo per liberarmi/ci di quell'acredine poltica che ha creato quel qualcosa che mai io Italiano e tanti milioni di Italiani che tu rappresentavi nel miglior modo al mondo volevamo.

Caro Mario la poltica è intesa raramente una missione è stata intesa nel corso della storia come tale da De Gasperi, come da qualche statista che pure ci ha fatto onore in quei libri dove scriveremo che la tua mission nella giungla ti è costata fatica e delusione, quella mission che hai intrapreso nonostante ben conoscessi le difficoltà, i pericolosi tranelli, le imboscate che questa comportasse.

Il momento storico delicatissimo non ha pesato più di quel che si potesse pensare ad evitare una crisi di Governo. Sei stato un eroe della patria da te non ci si poteva aspettare diversamente. Siamo veramente addolorati facendocene una colpa che come sai non è nostra anzi le manifestazioni di stima che hai avuto ti hanno commosso facendo allargare un po' quelle labbra sempre serie ad un accenno di un sorriso non di circostanza. Siamo preoccupati ma questo lo sai, siamo arrabiati sai anche questo, la tua presenza alla Presidenza del Consiglio con il rigore da gentleman ci faceva sentire sicuri il tuo self control inglese e la deteminaziome ci rendevano unici nell'Eurozona in cui importavamo ed esportavamo come contro rispetto e serietà che abbiamo sempre avuto grazie alla tua presenza.

L'Italia tradita caro Mario, tradita anche se nessuno ammette di averla tradita, per potere quel potere che logora in particolare chi non lo ha, congiuntamente a chi lo ha, Andreotti docet. L'Italia degli eroi e delle.lapidi sparse nella Nazione col sacrificio della vita non hanno insegnato niente, oppure sono state già dimenticate sotto quel cumulo di polvere che non può cancellare la storia, perché la storia non si cancella ma sprono per non ripetere quegli errori fatti. 

Quando una cosa si fa con la passione nel petto non si sbaglia quasi mai, e pure se dovesse succedere è successo,quando si fa per quegli interessi privatistici di potere e di colore politico e di comando quasi sempre il castello di cartapesta se realizzato cadrà presto T'invio. Cari saluti da un Italiano unitamente facendomi portavoce a quei milioni che ti stimano.

Antonello Laiso




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