lunedì 3 giugno 2013 - francesco latteri

Legge finanziamento Partiti: l’Italia alle multinazionali, fuori dall’Europa e senza Welfare

Festeggiamo il 2 giugno con l'assassinio del 2 giugno: decapitata la rappresentanza politica di lavoratori, studenti, giovani, disoccupati, pensionati etc., in una parola del 90% del popolo italiano. La rappresentanza politica e con essa la politica stessa è consegnata totalmente alle multinazionali ed alle grandi lobby.

Un nuovo ritorno allo Statuto Albertino, anzi, a prima ancora: abbattuta una delle più grandi conquiste della Costituzione repubblicana. La nuova legge dipinge un quadro in aperto contrasto con l'articolo 3 della nostra Costituzione: "è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e la eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

La politica è consegnata di fatto nelle mani dei potentati economici e asservita agl'interessi di questi. E' di fatto distrutta la rappresentaza politica dei beneficiari di quel pochissimo di Welfare che ancora riusciva stentatamente a sopravvivere nel nostro Paese.

Il progetto di legge portato avanti da Enrico Letta sancisce di fatto - ciò che d'altronde da tempo si era ben capito - la fusione tra PD e PdL nel partito unico delle multinazionali ed indirizza ai suffragi al 99% prossimi venturi connotanti ogni totalitarismo assoluto.

E' l'esito del "saggio" pilotamento soprattutto mediatico dei vari scandali grandi e piccoli dell'affarismo politico economico e della sua "risoluzione" con mentalità da crisi: togliamo i soldi alla politica e così aggiustiamo le cose. Così si consegna la politica in mano alle banche ed alle multinazionali, a quelli la cui oscena politica economica è la vera responsabile della crisi.

Si costruisce così una realtà Altra e ben peggiore rispetto a quella di qualsiasi Paese europeo, Grecia, Portogallo e Cipro incluse. Una realtà Altra e ben peggiore rispetto alla stessa Unione Europea ed in contrasto con le sue norme ed i suoi principi.

L'altro ieri, nella relazione annuale, il Governatore della Banca d'Italia, ha affermato che siamo tornati indietro di 25 anni: ebbene ha sbagliato il conto perché qui si sta tornando a prima dello Statuto Albertino, altro che 25 anni!




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