giovedì 17 marzo 2016 - Laura Di Niro

Legge Omicidio Stradale: punti di S-vista

Alla fine legge fu. Da alcuni definita populista, sull'onda delle richieste delle varie associazioni vittime della strada, da altri vendicativa, da altri ancora porcheria per parco voti, dai penalisti troppo severa, dai forcaioli ancora troppo leggera. Esibizionismo. Balletti istituzionali, come l'ultimo, fatto anche fisicamente dai cosiddetti onorevoli all'ultimo passaggio alla Camera, per quell’insano procedimento ping-pong a puro utilizzo politico che distingue quasi tutte le operazioni alla discussione dei nostri “politici”. 

La mediaticità della firma e del tutto, che non sempre corrisponde con informare e far capire. Dulcis in fundo, i personaggi-sciacallo che dopo aver approfittato del dolore e della buona fede di quanti coinvolti invece direttamente, per giustificare attività sociali finanziate dai partiti che hanno attraversato con grande disinvoltura cambiando casacca ogni volta, tornano a spiegare (a noi coinvolti che abbiamo dolorosamente letto tutte le carte e gli atti e siamo stati sottoposti a perizie al limite della decenza) come funziona e perché è giusta una legge.

Il testo lo possono leggere tutti, ma al di fuori dei numeri maggiorati bisognerebbe poi spiegare come si intendere rendere "perfettibile" (la parola più abusata delle ultime settimane) questa legge. Le leggi dovrebbero uscire,visti i tempi necessari all’approvazione, già perfette ed applicabili. Il drogato e l'ubriaco non si pongono, in quanto tali, (comunque a mio parere colpevoli a prescindere dell'assunzione delle sostanze causa del loro stato alla guida) il problema di fermarsi e soccorrere. Però la notizia è sempre mediatica. La persona "normale" che violando le norme della strada corre a velocità elevata, ignora le strisce e i semafori, fa inversioni a U non consentite, sorpassa sulle strisce altre auto ferme, è scientemente e lucidamente colpevole e in quanto tale, ovviamente analizzando ogni singolo caso di colpevolezza, va punita. Ora le pene per questo secondo tipo di reato restano le stesse, da 2 a 7 anni, pene già possibili e mai applicate anche con le precedenti leggi.

Perché esiste il patteggiamento, (anche a colpevolezza accertata), perché esiste il rito abbreviato, perché con il patteggiamento la pena è sospesa e la patente quasi mai ritirata dopo gli accertamenti di rito (ora si paventa un ritiro patente che vorrei vedere applicato in quasi conflitto di interessi, se mi è lecito ironizzare, con lo stesso governo che emana questa legge e depenalizza la guida senza patente).

Perché esiste una INgiustizia che fa tacere i familiari e rappresentanti delle vittime ma permette al patteggiatore di poter ricorrere, con un cavillo sempre di legge, alla Cassazione, per "non aver commesso il fatto" CIOE' UCCISO CON CONSAPEVOLEZZA DI QUELLO CHE POTEVA SUCCEDERE UNA PERSONA e uscirne pulito.

La legge approvata, per questa categoria di cui parlo, quella che nelle statistiche vere causa più incidenti mortali in assoluto, parla di pena applicabile se in centro abitato si va sopra il doppio della velocità consentita, solitamente 50, quindi oltre i 100 km orari. I crash test, e noi che veniamo chiamati a recuperare i nostri morti, testimoniamo come può essere ridotto un corpo a soli 75-80km di velocità.

Ma questo un giudice che dopo anni di attesa emette una sentenza ritirandosi per dieci finti minuti a "esaminare le carte" non lo sa. Fa sentenze fotocopia per i casi "tutti uguali". Fa scrivere che il patteggiamento è rieducativo! Infine, nessun Paese civile si riduce ad approvare una legge di tale impatto e importanza sociale con la fiducia posta dal governo perché possa succedere, e nessun ministro, di qualsiasi colore, a cui si manifesti il problema di mancata applicazione delle leggi può rispondere a un cittadino, dopo essersi riempito la bocca con “il mio governo, il nostro governo” (dimenticando che i voti glieli diamo noi e quando non li diamo un governo autoeletto è un fantoccio)… che "per la parte giudiziaria si rivolga alla magistratura" perché ogni Governo che si rispetti ha al suo interno un Ministero della Giustizia ed è suo dovere raccordarsi con i rappresentanti della stessa GIUSTIZIA per l'applicazione GIUSTA della legge. 

 

(Foto: Automobile Italia/Flickr)




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