mercoledì 22 dicembre 2010 - Zag(c)

Le proteste saranno esternalizzate. Come la produzione!

Non è vero che il palazzo è indietro rispetto alla società. Scilipoti l'ha dimostrato. Egli ha esternizzato il suo consenso. Ha appaltato in outsourcing le manifestazioni a suo sostegno di fronte al Parlamento. Ha dato in appalto a centinaio di extracomunitari, nord africani, che non parlavano italiano, che non conoscevano chi fosse Scilipoti, né chi fossero i parlamentari, né dove fossero, né cosa stessero facendo, ma con cartelli da altri preparati, con fischietti, hanno stazionato davanti al parlamento gridando con un poco probabile italiano il nome del parlamentare ex IdV. Circa un ora di "lavoro" pagato 30 euro. Una giornata nei campi o in cantiere edile, 12 ore, vale 20 euro. Un bell'affare per i "lavoratori" un bell'affare per il committente. Quando la domanda e l'offerta di lavoro trovano un giusto punto di equilibrio

Ora sembra che presso la CISL, il suo centro studi, in coordinamento col ministro degli interni Maroni ed il suo sottosegretario Mantovano, con l'assenso di Alemanno, e del ministro Sacconi, sentito il PD, con l'assenso di Saviano, stia mettendo a punto una modalità di protesta, che prendendo spunto dai più moderni ed efficaci metodi, già attuate per la produzione, dettati dalla tecnologia, da internet, dai web ecc ecc, esternizzi, dia in outsourcing, la protesta. Cioè affitta professionisti della protesta (civile però, eh! né violenza, né caciara, urla scomposte e cose del genere, Professionisti appunto), lavoratori nord africani, extracomunitari, ma non molto neri però, al massimo color bruno, o bronzo, (costano meno) ma anche precari, lavoratori espulsi dai Call Center o dall'università, che con cartelli, fascia al braccio, e cartelli rigidamente compilati preventivamente, stazionano, senza intralcio al traffico, davanti ai luoghi della protesta, anche questi preventivamente selezionati, e presenti in un albo compilato dai rispettivi Sindaci. Tutti provvisti di autorizzazione ministeriale.

I vantaggi? Ma vogliamo mettere! Intanto la produzione non si ferma. Infatti i depositari della protesta "delegano" senza vincolo di mandato, la loro sana e giusta protesta. Non corrono rischi, non si espongono e soprattutto non fermano la produzione. Che c'entra la produzione con le proteste dei lavoratori? Le ore dedicate alla protesta vengono, con relativa ricevuta fiscale, detratti al 30% dalle tasse, devoluto ad un fondo nazionale gestito dai sindacati (solo quelli stabiliti ed accreditati dal ministero del lavoro), con il quale (detratte le spese di gestione, IVA al 20%, fondo pensione, fondo gescal, fondo pro terremotati... quali? A scelta) si fa carico per ricompensare i lavoratori professionisti della protesta.

Si evitano così possibili, giuste e sacrosante incazzature, ci mancherebbe altro, dei manifestanti. Così si evitano incidenti ed infiltrazioni di criminali professionisti del terrore, Black bloc, infiltrati, provocatori, ecc ecc.

Le macchine e sopratutto i negozi dei negozianti, la loro proprietà non correrebbero rischi, non vi sarebbe l'annosa domanda e "chi paga?" I poliziotti, soprattutto, quelli addetti all'ordine pubblico, sarebbero destinati ad altri compiti, a protezione, per esempio, di palazzo Grazioli da possibili invasioni di escort desiderose di farsi notare.

Insomma, ma come mai, non ci si è pensato prima. Ichino ha già detto che lui aveva scritto un trattato a tal proposito, ma i comunisti all'interno del PD, l'avevano bocciato aprioristicamente.

Questo metodo si potrebbe estendere a tutte le manifestazioni di protesta, dagli studenti, ai precari, dagli homeless, ai clochard. Questa è modernità, civiltà, vero pacifismo, ed abbandono delle vecchie ideologie novecentesche ormai sclerotiche e sorpassate.

Né di sinistra, né di destra, ma oltre!




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