giovedì 9 giugno - Mario Barbato

Le minacce di Medvdev aprono scenari futuri allarmistici

La minaccia lanciata da Dmitri Medvdev contro l'Occidente la dice lunga sul possibile futuro che ci aspetta. “Li odio. Sono dei bastardi e dei degenerati. Vogliono la nostra morte. Finché sarò vivo, farò di tutto per farli sparire”, ha dichiarato l'ex presidente russo con toni da kapò più che da uomo politico abituato al dialogo e alla diplomazia.

Si, Medvdev odia gli occidentali. Li odia a tal punto da promettere di farli sparire. Come pensa di farlo, questo non è dato sapere, ma la minaccia è concreta se si tiene conto che Medvdev, oltre a essere uno dei politici più vicini a Vladimir Putin, è anche colui che potrebbe sostituirlo al Cremlino qualora lo Zar di Mosca decidesse di dimettersi per ragioni di salute. Le sue parole sono una manifestazione di livore verso un mondo che sta appoggiando Kiev nella guerra contro l'invasore russo. Parole che spazzano via ogni speranza coltivata da quanti credono ancora che con la Russia ci si possa sedere a un tavolo per discutere su come porre fine alle ostilità.

Quella che si prospetta in futuro non è solo una guerra tra nazioni, ma è uno scontro tra civiltà. La Russia moderata e democratica è ripiombata nel passato, ritornando a ideologie da Unione Sovietica che si lancia alla conquista del suo spazio vitale soffocato dal crollo del Muro di Berlino. Con l'aggiunta che ora è appoggiata dai giganti asiatici come la Cina. Questo non significa che uno scontro tra Occidente a potenze asiatiche sia inevitabile o che non si possa parlare di pace, ma meglio prepararsi al peggio, perché se Medvedev dovesse diventare il nuovo Zar, allora avremmo davanti un personaggio che ci farebbe rimpiangere perfino il vecchio Putin.

Certo, non è detto che Putin molli la poltrona. Ma la differenza tra Putin e Medvdev è che mentre il primo può decidere da solo se continuare o fermare la guerra, il secondo dovrà per forza di cose rendere conto a quella nomenklatura che evidentemente segue il suo pensiero e che potrebbe non gradire un cambio di rotta. Non è una piccola differenza. Perché se il pensiero che anima i possibili successori di Putin è quello di eliminare l'Occidente dalla faccia dalla Terra, allora la guerra potrà diventare molto più tragica di quella scoppiata in Ucraina, poiché i nostri avversari dovranno convincersi che abbattere l'Occidente non sarà un giochetto da ragazzi.

Foto Wikimedia




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