lunedì 19 ottobre - Vincenzo Musacchio

Le mafie si sono infiltrate nell’economia legale in seguito al Covid-19

L'emergenza sanitaria causata dalla pandemia Covid-19 ha provocato gravi danni sociali ed economici in ogni parte del mondo. I governi dei vari Stati nel mondo hanno emesso restrizioni all'attività economica e alla mobilità per tentare di fermare la diffusione del coronavirus.

 I governi che hanno imposto la chiusura di attività economiche essenziali e non essenziali hanno subito come ovvia conseguenza un’inevitabile recessione dell'economia. I primi dati statistici forniti dagli istituti nazionali (Istat) ed europei (Eurostat) confermano l'impatto devastante della pandemia da Covid-19 sull'infiltrazione della criminalità organizzata nell'economia legale e nella governance illegale. La pandemia ha ridotto alcune attività della criminalità organizzata, fornendo contemporaneamente opportunità per nuove attività criminose alcune delle quali molto più redditizie delle precedenti. I gruppi criminali organizzati stanno cercando di aumentare il loro profitto non solo infiltrandosi in aziende private ma anche sfruttando fondi pubblici, come si evidenzia nella Relazione della Dia in Italia sui rischi di aggressione del Recovery Fund da parte dei clan mafiosi. Questi gruppi stanno cercando di trarre beneficio dalla risposta Covid-19, proprio come hanno fatto in passato durante altre crisi emergenziali (es. terremoti e inondazioni). I gruppi criminali organizzati, come la 'ndrangheta calabrese in Italia, ma anche la mafia russa, le triadi cinesi, e la yakuza giapponese, stanno ancora cercando opportunità per frodare le economie legali e sfruttare i fondi messi a disposizione dai vari governi a livello internazionale. Sebbene nessun Paese sia completamente immune dalle frodi, quelli con un alto livello di corruzione corrono un rischio maggiore di essere colpiti. L’Italia, certamente, è tra questi. Come si è visto, inoltre, dalle passate esperienze in Giappone e in Italia, i legami tra i gruppi criminali organizzati e funzionari governativi sono uno dei mezzi più ovvi con cui i criminali riescono a sottrarre fondi pubblici. La recessione globale innescata dalla pandemia e i blocchi nazionali hanno portato al crollo di diverse aziende, prodotto massicci licenziamenti e posto un forte stress sulle istituzioni nazionali e sulla spesa pubblica. Incapaci di far fronte a queste sfide in così poco tempo, molti Stati hanno lasciato delle lacune nelle loro risposte alle emergenze, che, a loro volta, hanno fornito opportunità ai gruppi criminali organizzati di trarre vantaggio da una simile situazione. I settori a più alto rischio sono le aziende che presentano mancanza di liquidità e quelle con prodotti e servizi ad alta domanda. Il fatto che molte più attività commerciali siano ora condotte online ha portato a un aumento del phishing, delle frodi con carte di credito, dei siti hakerati per donazioni false e degli attacchi informatici. Ci sono state più segnalazioni di siti web falsi e clonati, nonché d’indirizzi e-mail sospetti. Molte di queste truffe riguardano settori correlati al coronavirus, come la vendita di mascherine per il viso, guanti e disinfettanti. I gruppi criminali organizzati hanno iniziato il traffico di prodotti non certificati ad alta richiesta come i kit di protezione personale da Covid-19. I primi dati in nostro possesso forniscono esempi concreti delle attività dei gruppi criminali organizzati finora che potrebbero essere osservati durante la pandemia Covid-19 in Italia. Tali dati si fondano sulle prime inchieste giudiziarie durante la pandemia conducendo un'analisi sistematica anche delle fonti dei media e degli altri organi di stampa. Molto si può dedurre anche dai rapporti istituzionali, esaminando gli studi della dottrina sulla criminalità organizzata e altre attività criminali correlate durante precedenti attività emergenziali che hanno colpito il nostro Paese. Queste brevissime riflessioni vanno lette come una valutazione preliminare dell'impatto della pandemia Covid-19 in corso sulle attività della criminalità organizzata legate sia all'infiltrazione dell'economia legale che alla governance illegale. Naturalmente, per onestà intellettuale, si precisa che saranno indispensabili ulteriori ricerche, teoriche e pratiche, per comprendere nello specifico l'impatto a lungo termine della pandemia sulle evoluzioni possibili della criminalità organizzata.

Vincenzo Musacchio, giurista, professore di diritto penale. Associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA). Ricercatore dell'Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. Discepolo di Giuliano Vassalli, amico ed allievo di Antonino Caponnetto.




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