giovedì 12 novembre 2009 -
C’è un foglio di carta che dice le Leggi
e le regole di un gruppo di gente
che vive su un suolo comune.
Le fondamenta della Democrazia
Con questo messaggio,
ho scelto di non pubblicare
alcuna fotografia,
alcun commento politico.
Solo il grido disperato e straziante
di quanti hanno lottato in passato
e ancora oggi lottano
per garantire a tutti
una convivenza civile
una fratellanza tra i popoli
ed una onestà intellettuale
necessaria ad una democrazia solo millantata.
Mi appello ai giovani,
risorsa naturale
di tutti i Paesi.
Possiamo solo affidarci a loro
alla loro caparbietà
alla loro voglia di combattere
e sopratutto alla loro voglia di affermare
con forza e decisione
i principi di
LIBERTA’ - FRATERNITA’ - UGUAGLIANZA
ho scelto di non pubblicare
alcuna fotografia,
alcun commento politico.
Solo il grido disperato e straziante
di quanti hanno lottato in passato
e ancora oggi lottano
per garantire a tutti
una convivenza civile
una fratellanza tra i popoli
ed una onestà intellettuale
necessaria ad una democrazia solo millantata.
Mi appello ai giovani,
risorsa naturale
di tutti i Paesi.
Possiamo solo affidarci a loro
alla loro caparbietà
alla loro voglia di combattere
e sopratutto alla loro voglia di affermare
con forza e decisione
i principi di
LIBERTA’ - FRATERNITA’ - UGUAGLIANZA
C’è un foglio di carta che dice le Leggi
e le regole di un gruppo di gente
che vive su un suolo comune.
C’è un foglio di carta che scrive
le norme di convivenza,
è un mattone di ferro
e di sangue e di terra
e di uomini e donne
che morti hanno sperato la libertà,
è un mattone sul quale si appoggia
il palazzo d’Italia, palazzo che preme
e spinge e scheggia
il mattone primario,
che resiste a stento,
ma tutti si ha da sapere che se cede,
se il mattone si sgretola,
sfalda, sfarina,
allora il palazzo si disfa,
e sarà ferro
e sangue e terra
e uominie e donne
che dovranno ancora morire sperando la libertà.
(Olrac Inidrabag)
le norme di convivenza,
è un mattone di ferro
e di sangue e di terra
e di uomini e donne
che morti hanno sperato la libertà,
è un mattone sul quale si appoggia
il palazzo d’Italia, palazzo che preme
e spinge e scheggia
il mattone primario,
che resiste a stento,
ma tutti si ha da sapere che se cede,
se il mattone si sgretola,
sfalda, sfarina,
allora il palazzo si disfa,
e sarà ferro
e sangue e terra
e uominie e donne
che dovranno ancora morire sperando la libertà.
(Olrac Inidrabag)
