giovedì 16 luglio - Attilio Runello

La vittoria di Duda in Polonia

La vittoria di Duda in Polonia rappresenta la volontà di un popolo di sganciarsi dalle ingerenze pervasive straniere. Dalla Russia in primis, attraverso un filoatlantismo che nella Unione Europea è debole. Dai media privati nelle mani di stranieri tedeschi e americani, che esercitano un imperialismo economico e tendono a influenzare la politica polacca.

Duda, presidente uscente in Polonia, ha vinto le elezioni al ballottaggio tenutosi il 12 luglio. La competizione con l'opposizione è stata aperta sino all'ultimo.

I media italiani hanno riportato di una battaglia fra il partito di Duda, considerato secondo gli stereotipi del momento sovranista e nazionalista, contro uno sfidante, Trzaskoswki, liberal conservatore ed europeista. Sembra che la differenza fra i due partiti, entrambi conservatori, consista nelle posizioni nei confronti della stampa o dei movimenti a favore delle comunità lgbt.

Tuttavia la sfida tra i due partiti è espressione di fattori geopolitici, e della presenza in Polonia di industrie straniere, in particolare tedesche e americane, forti anche nel settore dei media. Il rapporto con l'Unione europea di questo governo non può che essere positivo visto che ha usufruito di fondi per circa sedici miliardi contro versamenti di circa tre miliardi.

La presenza di aziende straniere è dovuta a un costo del lavoro e una fiscalità particolarmente conveniente, e anche grazie a questa presenza il Pil continua a crescere del 3% ogni anno e la disoccupazione tende a diminuire. Tuttavia i media privati sono in gran parte nelle mani di aziende estere, tedesche e americane, che tendono ad influenzare la politica del paese. E questo viene percepito come una ingerenza di una forma di imperialismo economico da parte di finanziarie o fondi che amministrano miliardi.

Inoltre la posizione di questo governo è filoatlantista, in una Nato - di cui la Polonia fa parte - dove i paesi che vi aderiscono tendono sempre di più ad agire in ordine sparso, la Germania in particolare.

La Polonia sta esercitando pressioni nei confronti dell'amministrazione Trump per una maggiore presenza Nato in Polonia, mentre la NATO e gli USA stanno smantellando la loro presenza in Germania, che su un piano commerciale ha rapporti forti con Cina e Russia anche su ambiti strategici. E questo non può non essere percepito come un pericolo.

In altre parole chi ha votato Duda è favorevole al filoatlantismo, che mette al riparo la Polonia da eventuali mire russe, ed è per una non ingerenza di attori miliardari stranieri nella politica polacca: i media privati sono in mano di aziende tedesche o americane e hanno criticato pesantemente il governo di Duda. Duda si è difeso intervenendo sulla Tv di stato e contro le emittenti straniere, soggette a diversi controlli. Questo atteggiamento può essere letto come un attentato alla libertà di stampa da alcuni, ma anche come una volontà di difendere l'indipendenza della politica da altri.

Ci troviamo in definitiva di fronte a una Polonia che vuole mantenere il benessere e la libertà acquisiti, senza le ingerenze di diverso tipo: russe da una parte - da cui vuole sganciarsi per quanto riguarda le forniture di gas - e quelle dell'imperialismo economico tedesco e americano, che si fa sentire nei media.

Foto di Karolina Grabowska da Pixabay 




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