lunedì 20 maggio - Damiano Mazzotti

La vera anarchia al servizio della Libertà

"Anarchia. Idee per l'umanità liberata" è un saggio molto interessante di Noam Chomsky, che cerca di valutare l'anarchismo a 360 gradi (Ponte alle Grazie, uscito la prima volta nel 2015 e l'ultima volta nel 2023, 390 pagine, euro 18). 

 

Il mondo anarchico è vasto, multiforme e difficilmente definibile. E qualsiasi società non è facile da progettare: meglio "procedere per tentativi, finchè non sapremo abbastanza sugli esseri umani e la società, sui loro bisogni e i loro limiti. Sono troppe le cose che ci sfuggono, suggerendoci di sperimentare strade alternative" (p. 342). Forse è più facile eliminare le cose che creano più problemi alla grande maggioranza dei cittadini. In ogni caso la vita umana è molto complessa e ogni forma di semplificazione ha i suoi limiti.

In genere le persone comuni confondono "l'anarchismo con il caos e la violenza, senza sapere che anarchia non significa una vita o uno stato di cose in cui non ci sono regole, ma implica al contrario un ordine sociale estremamente organizzato, privo però di un governante" (Ziga Vodovnik, p. 338). Purtroppo gli attuali detentori del potere temono i cambiamenti proposti più importanti per realizzare una forma di società più libera.

Chomsky ha definito gli anarchici europei come "socialisti libertari, ma in questo caso l'aggettivo "libertario" aveva un'accezione molto diversa. Nemmeno i movimenti operai americani si definivano anarchici, ma erano molto più vicini alle correnti dell'anarchismo europeo di quanto non lo fossero i cosiddetti anarchici statunitensi" (p. 336). In molti casi si trattava di "un anarchismo spontaneo", che era contro il motto "accumula ricchezza e non curarti di nessuno" (p. 337). Si può considerare l'anarchia come forza storica o come mezzo per promuovere oggi il cambiamento sociale" (Barry Pateman, introduzione).

Alcuni pensatori esprimono "cautela quando si pretende di pianificare fin nel dettaglio la società dal futuro. Ciò si può fare ed è stato fatto con risultati anche interessanti, ma il punto è un'altro: è davvero necessario? Non è forse più opportuno procedere per tentativi, sperimentare, provando a erodere le strutture esistenti?" (p. 317). Quindi "lo Stato non è fuori ma è dentro di noi" (Gustav Landauer, filosofo e militante Libertario tedesco che ha tradotto Shakespeare, p. 318). Inoltre ognuno di noi ha interiorizzato una forma di Stato diversa in base alla cultura di provenienza.

Le attuali società, usano pochissimo la forza per tenere sotto controllo le persone, ma modificano le coscienze in modo tale da non percepire "lo stato di alienazione, oppressione e subordinazione in cui" vivono (p. 318). Infatti "negli USA si spendono circa duemila miliardi di dollari per programmare tutto, dalle pubblicità per i bambini di due anni fino ai corsi universitari di economia". Così il disegno è ben "congegnato per plasmare le coscienze in modo che interiorizzino l'asserimento, oltre che per reprimere le naturali emozioni umane, come la compassione e la solidarietà" di qualsiasi cittadino.

Così troppe persone pensano che la democrazia consista nell'eseguire ordini, "non riflettere, identificare il proprio valore come essere umani con la quantità di consumi inutili che si riescono a effettuare. Ecco cos'è il "controllo fuori dal luogo di lavoro", che ormai si estende a tutte le istituzioni ed è diventato un'industria gigantesca" (p. 321). La civiltà Occidentale ha raggiunto un punto inimmaginabile di controllo anche solo due decenni fa. E si potrebbe fare questa sintesi: "a questo servono i governi: spodestare il popolo e fare gli interessi dei ricchi e dei potenti. E ciò è talmente radicato da passare sotto silenzio" (p. 339).

Comunque un grande studioso dell'anarchia come George Woodcock criticò questo saggio: le lotte anarchiche non appartengono a un'unica classe. Quindi l'anarchismo riguarda "i membri di tutte le classi che credono in una società le cui potenzialità dell'esistenza siano mutevoli e liberate, una società da costruire non soltanto attraverso le lotte economiche ma anche mediante il sovvertimento dei costumi" (p. 6).

Tutto quasi molto semplice. Quasi tutto si può trasformare. Anche con le lotte delle persone comuni.

Forse l'anarchia è "l'unico credo che mostri agli uomini e alle donne il loro vero sé e cosa esso può diventare" (Emma Goldman, saggista russa emigrata negli Stati Uniti dalla Lituania e morta nel 1940; p. 332). Indubbiamente la verità sociale nasce anche dai libri e bisogna fare molta attenzione agli intellettuali al servizio dei potenti.

 

Noam Chomsky è nato a Filadelfia nel 1929 ed è diventato il maggior punto di riferimento della sinistra radicale nel mondo. Tra i suoi saggi segnalo Le conseguenze del capitalismo (2022) e Poteri illegittimi (2023). Per vari approfondimenti: https://chomsky.info

 

Nota - "I capitalisti non vogliono che nessuno viva al di fuori del loro sistema economico" (commentatore anonimo, www.azdailysun.com); "La libertà è la madre, non la figlia, dell'ordine" (Pierre-Joseph Proudhon, morto nel 1865); "Il governo migliore è quello che governa meno o non governa affatto" (Henry David Thoreau, Disobbedienza civile); "La vera libertà esiste senza burocrati politici" (Amian Azzott). Il sistema di testare "abusivamente" i militari viene utilizzato da molte nazioni, come gli Stati Uniti, "lì dove è possibile condurre esperimenti gratuiti, cioè a carico e a rischio del pubblico" (p. 320). E così riferì Tocqueville: "Non conosco nessun altro Paese in cui l'indipendenza di pensiero e la reale libertà di discussione siano così limitate come in America" (p. 16).

Nota intermedia - "Quando le principali istanze di un'epoca vengono soffocate nel sangue, la finzione liberale di tendere a fini umani con mezzi umani crolla di fronte alle esigenze di uno Stato implacabile" (Peter Werbe, introduzione). Ora ci siamo incamminati in "una società mutilata dalla corruzione sistematica della sua intellighenzia" (Conor Cruise O'Brien, p. 15). Le università e i grandi media non sono riusciti a creare "un contrappeso efficace al complesso militare-industriale, dando maggior rilievo ai valori tradizionali della nostra democrazia". Le università si sono invece "integrate nel monolito, accrescendone sensibilmente il potere e l'influenza" (senatore Fulbright, p. 16). Le università hanno rinunciato all'indipendenza, distorcono la cultura e tradiscono il mandato pubblico (p. 16).

Nota finale - Davvero hai dichiarato che uno dei grandi "difetti dell'anarchismo è quello di essere troppo "negativo", di non spingersi mai oltre la critica, di non offrire un'alternativa..." (intervista con Barry Pateman, p. 315). "Se l'ho detto, non avrei dovuto, perchè non è una cosa che penso" (Chomsky). Per valutare un teorico anarchico russo: www.agoravox.it/Kropotkin-la...




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