venerdì 14 gennaio - YouTrend

La somministrazione delle terze dosi va a rilento

Ci sono 16,4 milioni di italiani a cui non è ancora stata somministrata la terza dose, pur essendo idonei a riceverla.

di Lorenzo Ruffino

Da ieri in Italia chi ha più di 12 anni è idoneo a ricevere la terza dose quattro mesi dopo aver concluso il ciclo vaccinale primario. Ma a che punto è la campagna vaccinale su questo fronte?

Ci sono 16 milioni di persone idonee, ma senza terza dose

A livello nazionale la terza dose è stata somministrata a 23,7 milioni di persone su 40,1 milioni di persone idonee, avendo concluso il ciclo vaccinale primario almeno 120 giorni fa. Ci sono quindi 16,4 milioni di persone che hanno i requisiti ma non l’hanno ancora avuta, principalmente perché manca la capacità per somministrare così tante dosi in così poco tempo. 

La differenza tra gli idonei e chi l’ha ricevuta è sopra i 10 milioni da metà novembre, in quanto il governo ha continuato ad allargare la platea anche se non era ancora riuscito a finire di vaccinare quelli che erano già idonei. In questo momento il gap tra idonei e coloro che l’hanno avuto è al livello massimo da sempre. 

 

 

I dati per fascia di età mostrano che la terza dose è stata somministrata all’83% degli 80-89enni che ne hanno diritto perché hanno superato i 120 giorni (se la seconda dose è stata somministrata a settembre, ad esempio, si è esclusi da questo calcolo), al 77% degli 70-79enni, al 74% degli over 90 e al 71% dei 60-69enni. 

 

 

La Sicilia è la regione più indietro, il Veneto la migliore

Osservando il livello regionale, si vede che la migliore regione è il Veneto, dove il 62% delle persone con più di 12 anni idonee hanno ricevuto la terza dose, seguita con il 61% da Puglia, Provincia di Bolzano, Piemonte, Lazio e Lombardia. La peggiore regione con solo il 51% è la Sicilia, ma sotto il 55% ci sono anche la Liguria e il Friuli Venezia Giulia.

 

 

Restringendo l’attenzione alla popolazione over 50 la classifica rimane praticamente identica alla precedente, con il Veneto che ha somministrato la terza dose al 76% di chi ne ha diritto, seguita con il 75% dalla Provincia di Bolzano, dalla Lombardia, dal Lazio e dal Piemonte. Anche in questo caso la Sicilia con solo il 60% è la peggiore regione. 

 

 

Passando poi ai soli over 80, le persone maggiormente a rischio quando contraggono la Covid-19, si vede che Valle d’Aosta, la Provincia di Trento e le Marche hanno vaccinato con terza dose tutti gli over 80 idonei. In generale tutte le regioni qui sono sopra il 90%, con l’eccezione di Calabria (87%) e Basilicata (86%). 

 

 

Perché la terza dose è importante

La somministrazione della terza dose dovrebbe accelerare il più possibile, in particolar modo tra le persone anziane. I dati settimanali dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, mostrano che essa è altamente efficace nel prevenire le forme gravi della Covid-19. 

Rispetto a un non vaccinato, un over 80 con la terza dose ha il 99% di probabilità in meno di morire, il 99% di probabilità in meno di essere ricoverato in terapia intensiva e il 98% di probabilità in meno di essere ospedalizzato. Una persona tra i 60 e i 79 anni ha il 98% di probabilità in meno di morire, il 99% di probabilità in meno di essere ricoverato in terapia intensiva e il 98% di probabilità in meno di essere ospedalizzato. 

Insomma, la terza dose sembra essere in grado di portare la protezione immunitaria a un livello che la seconda dose non era stata in grado di ottenere. 

 

 




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