martedì 26 ottobre - Pressenza - International Press Agency

“La scrittura non va in esilio”. Una grande festa per le scuole amiche dei rifugiati

Centinaia di studenti delle scuole superiori di oltre 15 città italiane saranno protagonisti de “La scrittura non va in esilio”, la grande festa della scuola all’Auditorium del Massimo a Roma che verrà trasmessa in diretta sul sito di Rai Scuola, media partner della manifestazione, mercoledì 27 ottobre a partire dalle ore 10:30.

di Articolo 21

(Foto di Articolo 21)

Sarà l’occasione per premiare gli studenti vincitori dei concorsi letterari “La scrittura non va in esilio”, per le scuole superiori, e “Scriviamo a colori”, per le scuole medie. Tutti i racconti vincitori sono raccolti in una pubblicazione a cura del Centro Astalli e sono disponibili anche su www.centroastalli.it.

Interverranno all’evento Marino Sinibaldi (presidente Centro per il Libro e la Lettura), Flavia Cristiano (presidente Ibby Italia), Valerio Cataldi (presidente Carta di Roma), l’attrice Donatella Finocchiaro, gli scrittori Fabio Geda e Giorgio Brizio, e Maria Benedicta Chigbolu (atleta olimpica Tokyo 2020 nella staffetta 4 x 400).

A premiare i vincitori, oltre a loro, ci saranno P. Camillo Ripamonti (presidente Centro Astalli) e Mauro Biani, che ha illustrato il racconto primo classificato “Strade di cicatrici” di Alice Formica, del Liceo Scientifico Statale “Vittorio Veneto” di Milano, che è diventato una graphic novel, pubblicata dal Centro Astalli.

Presenta l’evento Giovanni Anversa (giornalista Rai). Ad arricchire la mattinata gli interventi musicali di Tahnee Rodriguez.

L’evento sarà anche l’occasione per riconoscere il titolo di Student Ambassadors del programma europeo CHANGE a tutti gli studenti che hanno preso parte al progetto del JRS Europa negli ultimi due anni e per consegnare l’attestazione di “Scuola amica dei rifugiati” agli istituti che hanno promosso tra gli studenti la realizzazione di iniziative di sensibilizzazione e di cittadinanza attiva con l’obiettivo di creare una società più giusta, più aperta e più accogliente.

L’articolo originale può essere letto qui




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