venerdì 7 gennaio - Gerardo Lisco

La narrazione mainstream della elezione del Presidente della Repubblica

I media, da qui ai prossimi giorni, riporteranno un dibattito politico con il quale faranno credere che l’elezione di Draghi a Presidente della Repubblica non sia scontata; sciocchezze: Draghi verrà eletto Presidente della Repubblica e nominerà presidente del Consiglio un suo fiduciario.

 Il problema vero è come verrà gestito e con quali argomentazioni giuridiche verrà giustificato il passaggio di Draghi a Presidente della Repubblica e, nel contempo, la continuità della legislatura fino alla scadenza naturale. Sono curioso di leggere dei tanti costituzionalisti che si lanceranno in dotte argomentazioni, in punta di diritto, per giustificare una nuova interpretazione del dettato costituzionale funzionale ai tempi che chiedono un esecutivo sempre più forte.

L’establishment economico – finanziario e mediatico vuole Draghi Presidente della Repubblica;proporre una donna alla Presidenza della Repubblica o fare i nomi di Berlusconi, Casini o Amato ha l’unico scopo di dimostrare che l’elezione di Draghi non è affatto scontata. La proposta di un Mattarella bis nasconde la preoccupazione di larga parte dei parlamentari che subito dopo l’elezione di Draghi a Presidente della Repubblica si sciolgano le Camere e si vada alle elezioni politiche. Un voto a giugno sarebbe una vera maledizione per molti parlamentari, i quali sono e sono stati disposti avotare tutto e il contrario di tutto pur di superare indenni il mese di ottobre 2022 quando avranno finalmente maturato il vitalizio.

Sciolto il nodo della durata della legislatura, è questo il vero confronto in corso, non ci saranno ostacoli di nessun genere alla elezione di Draghi a Presidente della Repubblica. Essendo questo il punto dirimente, Draghi sa benissimo che nessun parlamentare si permetterà di sfiduciare il "suo governo" per cui, una volta eletto, incaricherà un suo fiduciario di formare il nuovo governo.E non si tornerà a votare neanche ad ottobre quando scatterà il vitalizio, per il semplice fatto a fine anno bisognerà approvare la legge di stabilità. Le elezioni si terranno a primavera o a giugno del prossimo anno. In sostanza a scadenza naturale.

Il PD di Letta in questo arco di tempo diventerà sempre di più il partito di Draghi e giocherà la sua partita sulla ingovernabilità del sistema politico per poter continuare a stare al governo anche nella prossima legislatura. Il PD è il cartello elettorale garante del sistema liberalcapitalista nazionale. Nella seconda repubblica il PD è stato quasi sempre al governo, anche quando ha perso le elezioni. Dalla fine dell’ultimo governo Berlusconi, salvo la parentesi del governo M5S - Lega, il PD è stato sempre al governo.

Con Draghi presidente della Repubblica e con alcune modifiche alla Costituzione circa i compiti del presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e l'introduzione della sfiducia costruttiva, avremo nella prossima legislatura un sistema blindato a sostegno del blocco finanziario e mediatico che nel PD ha l'architrave. Il sistema politico italiano è avviato verso un cambiamento radicale che lo trasformerà in modo profondo. Il noto giornalistaCurzio Maltese, sulla sua paginafacebook, ha sostenuto che gli italiani sono ormai orientati verso il presidenzialismo scomodando Calamadrei: uno dei tanto esempi della pochezza e della mancanza di pensiero critico. Non è l’unico a sostenere che gli Italiani sono pronti per il semipresidenzialismo se non addirittura per il presidenzialismo. Sul tema girano sondaggi costruiti ad arte.

A mio parere gli Italiani sono storditi da due anni di pandemia che si è aggiunta alla crisi economica e sociale per cui sono talmente prostrati da accettare tutto. È dal governo Monti in poi che il ceto politico PD sta operando per trasformare il sistema economico e politico italiano rendendolo funzionale al liberalcapitalismo. Renzi non è qualcosa di diverso da questo PD, non è la malattia: è il PD ad essere renziano e non viceversa. Per quanto riguarda il M5S i suoi parlamentari, anche quelli critici rispetto al governo Draghi, mi riferisco nello specifico al gruppo di “Alternativa c’è”, al di là delle dichiarazioni di facciata non hanno nessuna intenzione di andare alle elezioni politiche anticipate. Stessa cosa dicasi per quelli di Fratelli d’Italia e della stessa Lega. Queste formazioni politiche per il fatto stesso che entrambe rivendicano la guida della coalizione di centrodestra hanno tutto l’interesse che la legislatura arrivi alla sua scadenza naturale. In conclusione, Draghi for ever. 

Foto Wikimedia




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