giovedì 27 aprile - Phastidio

La mia amica cartomante e il giorno del tarocco

Le grandi metafore di vita del mercato azionario: una fiammata nel buio di un declino apparentemente inarrestabile, ma era un fuoco fatuo

 

 

Ho una cara amica che fa la cartomante. Nell’ambito di questa professione, si dedica anche a interpretare e prevedere gli andamenti dei mercati azionari. La mia amica da oltre un anno mi segnala con crescente preoccupazione l’andamento del titolo SEIF, che sta per Società Editoriale il Fatto, che edita l’omonimo quotidiano. Questo è il problema, quando si è quotati: arriva la prima cartomante che passa per via, e si fa gli affari tuoi.

L’azione SEIF è quotata sul segmento Euronext Growth Milano di Borsa italiana (EGM), quello “dedicato alle PMI dinamiche e competitive, in cerca di capitali per finanziare la crescita grazie ad un approccio regolamentare equilibrato, pensato per le esigenze di imprese ambiziose”. Anche se ora le borse devono guardarsi dalla temibile concorrenza di private equity e venture capital. Ma non divaghiamo.

ANNI DIFFICILI

Secondo dati Bloomberg l’azione SEIF, negli ultimi cinque anni, ha perso il 71% del suo valore (al 4 aprile 2023). Di certo, le condizioni dell’editoria quotidiana non aiutano, e lo shock dei prezzi di carta ed elettricità ha complicato le cose. Assieme allo sviluppo dei social, dove di solito si riesce a partecipare a una camera a eco senza esborso monetario immediato, spunte blu escluse. La mia amica cartomante osserva tuttavia che l’azione ha iniziato a soffrire in modo evidente all’incirca dall’estate 2021. Sui bilanci a nulla pare essere valso il presidio pervasivo dei maggiori talk televisivi da parte di giornalisti del Fatto, come prezzemolini velenosi per aizzare l’audience secondo una rodata tecnica teatrale di informazione all’italiana, nell’impari ma esaltante lotta contro il pensiero unico dei giornaloni e delle oligarchie corrotte.

Questa settimana, alla mia amica cartomante è capitato di osservare un evento non comune: nella giornata di lunedì 3 aprile, all’improvviso, la quotazione è schizzata del 33%. Avete letto bene: trentatré per cento: non trentini né trotterellando ma letteralmente prendendo un ascensore a reazione. Poi, lentamente ma inesorabilmente, la quotazione ha iniziato a sgonfiarsi per tornare da dove era venuta, nella giornata di martedì 4 aprile.

La mia amica cartomante, che è una personcina analitica e prudente oltre che consapevole dei propri limiti, si è chiesta se questo fuoco d’artificio potesse in qualche modo essere legato alla presentazione dei conti del 2022 della società, approvati dal consiglio di amministrazione venerdì 31 marzo, che hanno evidenziato un corposo ritorno all’utile e alla crescita dell’Ebitda, quell’acronimo che i cultori della lingua italiana chiamano margine operativo lordo.

La mia amica cartomante ha chiamato un suo amico, esperto di bilanci, per chiedere lumi. L’amico della mia amica le ha fatto notare che questo robusto utile è in realtà il prodotto di una posta straordinaria, e della relativa plusvalenza, derivante dalla cessione di una divisione a una srl interamente controllata da SEIF medesima. La realtà, ha detto l’amico della mia amica, è che, come mostrato dal rendiconto finanziario, l’esercizio si è chiuso con una perdita prima di imposte sul reddito, interessi e dividendi, di 5,5 milioni di euro, a fronte di un utile per 466 mila euro l’anno precedente.

Per farla breve, ha detto l’amico della mia amica cartomante, quei conti non sono tali da scrivere a casa o stappare una bottiglia di quello buono, in attesa di iscriversi al nuovo Liceo del Made in Italy e specializzarsi come sommelier. La verità, ha aggiunto l’amico della mia amica cartomante, è che lunedì il titolo ha iniziato a scambiare tardi, verso l’ora di pranzo: è stato lì che si è prodotto lo strappo monstre. Probabilmente, prima di quel momento era bloccato dai meccanismi di controllo degli eccessi di volatilità. Quando sono stati aperti gli scambi, l’entusiasmo incontenibile di qualcuno per quei risultati societari (ahimè, non ricorrenti), è esploso. Ahi lui, credeva fosse un boom ma era un petardo.

LEGGERE LE CARTE

La mia amica cartomante ha preso atto. A parte ciò, so quello che state pensando: se è una cartomante, non può provare a divinare il futuro? Ad esempio, potrebbe fare i tarocchi e dirci chi è il fortunato personaggio che ha venduto al picco di +33% intraday (come dicono quelli che ambiscono a una supermulta dalla prossima legge Rampelli), e di conseguenza chi dobbiamo consolare per aver comprato a quel livello. Forse un investitore di lungo periodo, nel senso keynesiano del termine.

Ma è stata poca roba, mi dicono: come poca roba è di solito il controvalore scambiato su quella azione. Lunedì a fine giornata erano solo 162 mila pezzi. Mal contati, neppure 40 mila euro. Niente di che, alla fine. Un fuoco fatuo, forse la punizione per qualcuno che ha un debito formativo nella lettura dei bilanci. E tuttavia. Tuttavia, la mia amica cartomante si chiede se presto leggeremo una ficcante inchiesta su questo movimento “anomalo” e sul declino in apparenza inarrestabile della quotazione, magari realizzata proprio dalla testata edita da SEIF, nello stile assertivo e suggestivo (nel senso etimologico del termine, cioè che “suggerisce”) che è caratteristico di quel giornale. Così, per leggere le carte meglio di come farebbe una cartomante. E magari scoprire l’abituale marcio, vero o immaginario.

Ah, dimenticavo: la mia amica mi raccomanda di dirvi che questo post non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né è volto a promuovere alcuna forma di investimento o collocare strumenti finanziari o servizi di investimento. E che i risultati passati non sono rappresentativi di quelli futuri. Lo speriamo davvero.

Foto di JOAN A BROWN da Pixabay

 




Lasciare un commento