sabato 19 settembre 2009 - Doriana Goracci

La libertà d’informazione non può aspettare! Noi sabato 19 manifestiamo lo stesso

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Quello che segue è il Comunicato di Radio Città Aperta, che mi è appena arrivato. Vi consiglio la lettura dell’articolo tutto, linkando QUI’, che analizza temi a noi cari, riporto uno stralcio con i dettagli per chi può essere a Roma o vuole “copiare”…: “La strage in Afghanistan e la decisione della Fnsi di sospendere la manifestazione del 19 settembre ha provocato comprensibili reazioni anche sulla Rete, dove più gruppi di liberi cittadini hanno annunciato nei vari social network che manifesteranno comunque ma a Piazza Navona, a partire dalle 16. Affermano alcuni bloggers in un comunicato diffuso in queste ore:

“Noi sabato 19 manifestiamo lo stesso! Per la libertà di stampa, contro questo regime dell’informazione! La Fnsi ha deciso di rinviare la manifestazione indetta sabato in segno di lutto per le vittime dell’attentato in Afghanistan. Noi contestiamo questa decisione e in piazza scenderemo ugualmente perché la lotta per la libertà o è sempre o non è. Riteniamo che non ci sia nessun contrasto tra il lutto che ha colpito i nostri connazionali (in uno scenario di guerra dal quale dobbiamo uscire al più presto) e la sacrosanta battaglia di civiltà per la libertà dell’informazione. …”
Buona Giornata


 
La libertà d’informazione non può aspettare! Radio Città Aperta in piazza contro la guerra e per la libertà di stampa

 

La redazione di Radio Città Aperta

 

 

Dopo una rapida consultazione con alcune testate della sinistra abbiamo deciso assieme ad altri organi d’informazione di manifestare oggi in piazza Navona, a partire dalle 16.

 

Manifesteremo per la libertà di stampa, di espressione e di manifestazione del pensiero, attaccate e di fatto sospese da forze politiche reazionarie e da lobby economiche egemoni nei diversi schieramenti parlamentari.

 

Ma oggi chi manifesta a difesa della libera informazione non può non mobilitarsi anche contro la guerra e quindi contro l’occupazione militare dell’Afganistan da parte della Nato e del nostro esercito.

 

La guerra che produce lutti e sofferenze nei paesi occupati e martoriati; la guerra che in casa nostra intruppa la stragrande maggioranza dei mezzi di comunicazione e li trasforma in una macchina di propaganda al servizio di un sistema politico che in maniera trasversale continua a sostenere la necessità dell’intervento militare a Kabul.

 

Non possiamo non scendere in piazza, da operatori dell’informazione, nel momento in cui i media descrivono, in nome del lutto e del cordoglio per i sei militari morti nell’attacco di giovedì, una Italia schierata compattamente a sostegno di quelli che vengono descritti come i ‘nostri ragazzi’. Quest’Italia messa in scena da giornali e tv non è che una finzione, come dimostrano per l’ennesima volta sondaggi e inchieste che nonostante la impressionante macchina di propaganda costantemente all’opera continuano a registrare una maggioranza dell’opinione pubblica contraria ad una missione militare che è sbagliata e illegale.

 

Saremo in piazza insieme ai nostri colleghi delle radio, dei giornali, delle Tv e dei blog. Ma saremo in piazza soprattutto assieme a quei lavoratori e a quei cittadini disposti a manifestare per una libertà d’informazione che non sia mera difesa degli interessi della ‘categoria’ dei giornalisti ma che invece possa diventare uno strumento in mano ai settori attivi e sani della società per scardinare quei meccanismi di controllo, di censura e di annichilimento delle coscienze che in tanti denunciano da tempo.

 

Manifesteremo per un’informazione socialmente utile, al servizio di tutti ma serva di nessuno!

No all'informazione embedded!






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