La lezione di Mamdani alla sinistra italiana
Bersani afferma che le destre che vincono nel mondo usano più o meno le stesse ideologie politiche: dottrine liberiste che favoriscono il capitalismo sfrenato; favoritismi verso le lobby economiche; attacco alla magistratura che si vorrebbe assoggettare; tendenza del premier a concentrare nelle sue mani il potere.

Peccato, però, che quando Bersani ha ricoperto importanti incarichi di governo non ha fatto meglio delle destre che demonizza. Il dominio capitalistico del mondo ha travolto anche la sinistra che, dalla fine della Prima Repubblica in avanti, ha dimostrato di avere la testa a sinistra e le tasche a destra. Non ci sembra che gli eredi di Berlinguer e soci abbiano avuto a cuore le sorti degli italiani, ma che si siano piegati alle ragioni lobbistiche, allontanando l’elettorato dalle urne e favorendo in questo modo una destra che con queste spoglie “sinistrate” trova la strada in discesa.
Il ruolo storico della sinistra è sempre stato quello di paladina a difesa dei cittadini più deboli, attraverso politiche economiche di redistribuzione della ricchezza da operare mediante una tassazione progressiva dei redditi e la costruzione di un solido welfare. Ruolo che ha smarrito nel tempo per interessarsi a questioni di genere, leggi anti-omofobia, politiche a favore dell’immigrazione, lezioni sulla parità di genere. Non che queste cose non siano importanti: è che non sono in cima ai pensieri degli italiani, che hanno altre gatte da pelare che preoccuparsi di asterischi tolti o messi.
In questo senso, l’elezione del nuovo sindaco di New York, Zhoran Mamdani, musulmano e socialista, è un insegnamento anche per la sinistra italiana. Il nuovo sindaco di New York, grazie al suo programma, è stato in grado di far crescere il numero di votanti verso percentuali che non si registravano dagli anni Cinquanta. Niente male per un musulmano che si dichiara socialista e afferma che “non dovrebbero esistere miliardari”, un modo per dire che le ricchezze dovrebbero essere distribuite in modo più democratico e non concentrate nelle mani di pochi Paperoni. Il suo programma prevede tasse più alte per i ricchi, prezzi calmierati e accesso dei meno abbienti a cure sanitarie e generi alimentari meno costosi.
La vittoria di Mamdani è la dimostrazione che quando gli elettori trovano un politico che mira a rappresentare gli interessi del popolo si svegliano dal torpore e tornano alle urne. Questa lezione dovrebbe guidare le scelte anche della sinistra italiana che, invece di occuparsi di campi larghi e campi larghissimi, farebbe bene a edificare il più in fretta possibile un programma politico nazional-popolare attorno al quale costruire le alleanze e la scelta di un leader in grado di dare voce ai cittadini. Se non capisce questo punto, allora sarà destinata a perdere ogni votazione che si prospetterà, facendo da cuscino a una destra che potrà dormire sonni tranquilli.
