venerdì 30 settembre - Doriana Goracci

La guerra delle bollette e San Giorgio disarmato

Da oggi, 30 settembre, l'unico supermercato a San Giorgio, frazione di Cesena, sarà chiuso: non è una notiziona ma... il mestiere delle armi non porta nulla di buono.

E' la realtà di un piccolo paese che ha solo quello come luogo di rifornimento alimentare per 2.000 residenti e gli altri nei dintorni. Chiude perchè non ce la fa a sostenere il caro bollette e rimangono senza lavoro due commesse: "San Giorgio ha circa 2mila residenti, ma con gli abitati limitrofi si arriva a oltre 4mila persone. Circa 6mila euro al mese solo per il gas, a cui vanno aggiunte tutte le altre utenze e le altre spese di gestione. In pratica già da tempo il punto vendita apre ogni mattina con un grosso passivo che cresce di ora in ora e che non viene compensato dagli incassi. Da qui la decisione, sofferta ma inevitabile spiegano, dato che i conti erano in passivo da tempo, di abbassare la serranda... La popolazione è mediamente anziana, in molti non hanno la possibilità di spostarsi autonomamente e, se non ci saranno soluzioni al caso, solo l'aiuto dei familiari e dei vicini automuniti permetterà di riempire la borsa della spesa."

Vediamo se la Storia ci aiuta a capire il passato e il prossimo futuro? "Si è certi che in epoca rinascimentale nel centro del paese agricolo, fu edificato un castello fortificato dalla nobile famiglia Malatesta, da sempre dedita al mestiere delle armi, che quindi lo intitolò a San Giorgio. Già nel 1883, l'ex prefetto Bonafede Montanari riporta che "del castello non resta che la torre", abbattuta nel 1944 durante la seconda guerra mondiale. Della chiesa, anch'essa quattrocentesca, non rimane più traccia: il campanile infatti, che fu fatto esplodere dagli alleati perché convinti che contenesse materiale bellico tedesco, franò sulla chiesa distruggendola. Negli anni a venire la chiesa fu ricostruita, così come la scuola, in una struttura più accogliente: come memoria storica non restano che poche tracce conservate presso la Biblioteca Malatestiana. In anni recenti si è provveduto alla costruzione della scuola secondaria di primo grado, lasciando liberi gli ex spazi della parrocchia, ed è stata ristrutturata la scuola elementare "Edmondo De Amicis"...Durante la seconda guerra mondiale la torre di San Giorgio venne usata come rifugio antiaereo. Il 18 ottobre del 1944 i tedeschi la minarono e il mattino seguente la fecero esplodere assieme al campanile che rovinò sulla chiesa. Le pietre della torre, furono utilizzate per chiudere le buche nelle strade e riparare le case. Del castello di San Giorgio rimangono le sculture che adornavano la torre, esposte presso la Biblioteca Malatestiana e documenti storici che citano la sua esistenza. "

Siccome me ne intendo poco di santi e martiri, sono andata a leggere chi fosse questo San Giorgio "Ammazzadraghi" e apprendo tra l'altro che pochi mesi fa che il Nastro di San Giorgio è vietato in alcuni Paesi, perché richiama l'imperialismo russo. In Russia, invece, il Nastro di San Giorgio è un fiocco che si appunta al petto con orgoglio, un simbolo patriottico che indossa anche Putin. Ricorre anche nelle uniformi dell'esercito che ha invaso l'Ucraina. Appare negli edifici pubblici ucraini occupati dall'esercito russo. "

Durante l’attacco russo in Ucraina, il monastero di San Gioregio è stato utilizzato come rifugio per gli sfollati dalle zone di guerra. Più di due milioni di croci di San Giorgio furono distribuite durante la Grande Guerra e prima dell'abdicazione dello zar. Andarono ai soldati, alle infermiere e ai membri della Croce Rossa. Molto recentemente un missile russo ha centrato il Monastero di San Giorgio della Santa Dormizione di Svyatogorsk in Ucraina orientale. L’agenzia di stampa di Kiev, Ukrinform, ha comunicato la sua recente distruzione, colpito da un missile russo.

 

San Giorgio nel 1969 la Chiesa cattolica lo declassò a una memoria facoltativa, ma la devozione dei fedeli è continuata: San Giorgio è il patrono dei Rom, i quali lo celebrano il 6 maggio con la loro più importante festa, detta in romanè Gurgevdan.

San Giorgio ha ucciso il Drago. Ma l' Italia è entrata in guerra? Chi ammazza oggi il Drago che sputa fuoco? Il santo continuerà a difendere i deboli e gli oppressi e con quale armi? " Ogni drago genera un San Giorgio che lo uccide“ ha detto Khalil Gibran...e anche " non siamo né saggi né stolti. Siamo verdi foglie sull'albero della vita, e la vita stessa è al di là della saggezza e, certo, al di là della stoltezza".

Doriana Goracci




Lasciare un commento