mercoledì 21 luglio - Attilio Runello

La gestione dei rifiuti a Roma

La presenza di grandi quantità di rifiuti a Roma ha riportato alla ribalta il problema della carenza in molte aree di inceneritori e discariche. Il rapporto ispra ambiente sulla gestione dei rifiuti in Italia riporta la produzione ogni anno di trenta milioni di tonnellate di rifiuti.

La raccolta differenziata a livello nazionale è del sessanta per cento. Quindi il quaranta per cento, dodici milioni di tonnellate deve finire in inceneritori, discariche o esportato. Al momento si esporta circa il 2% della produzione, poco meno del 20% viene incenerito e una cifra simile finisce in discarica. In parte anche in discariche abusive.

La raccolta differenziata invece finisce in circa seicento impianti per il riciclaggio di organico, carta e cartone, plastica, vetro, metalli ecc.

Roma non dispone di inceneritori, poco presenti anche nella regione. Fa una raccolta differenziata che tocca il 45% del totale e quindi ha un 55% di indifferenziata da portare in discarica. Ma non ne ha a sufficienza e quindi è costretta ad esportare nelle regioni vicine, di solito quelle che gli inceneritori li hanno, ma che non sempre sono disponibili. Di recente ha fatto richiesta anche alla città di Napoli. Per questo motivo la città è periodicamente invasa da rifiuti.

In Italia gli inceneritori sono circa cinquanta e si trovano principalmente nelle regioni a nord del Lazio. Il sud continua a fare ricorso principalmente alle discariche.

L'amministrazione Raggi del rifiuto di dotarsi di un inceneritore ne ha fatto una questione di principio. L'obbiettivo era quello di arrivare al 75% di differenziata, chiaramente non raggiunto.

Nel dettaglio la città ha una popolazione di quasi tre milioni di abitanti e produce oltre un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti all'anno. Nel primo semestre del 2020 ne ha prodotte 748mila tonnellate, come riportato nel sito del comune. Diversi consorzi smaltiscono la differenziata.

 

 




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