La flotilla
È in corso la terza spedizione della flotilla che con oltre quaranta imbarcazioni ha lo scopo di raggiungere Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione della striscia.
È evidente che ha anche e forse soprattutto lo scopo di attirare l’attenzione su una vicenda che per un paio di anni è stata al centro della attenzione mediatica e adesso è quasi dimenticata
Il tritacarne mediatico, dopo il cessate il fuoco proposto da Trump e accettato da Hamas e Israele che ha realizzato quella descalation tanto auspicata dal nostro governo, ha spostato i propri riflettori altrove.
Ma c’è qualcuno che non si arrende. Si tratta della terza flotilla – dal nome arabo Sumud che vuole dire resistenza – che però nelle vicinanze di Creta è stata in parte abbordata dalla marina militare israeliana.
È stata abbordata in acque internazionali e quindi in violazione del diritto internazionale.
Una decina di imbarcazioni sono state sequestrate e gli attivisti sbarcati a Creta.
Due di loro pero sono stati trattenuti dai militari israeliani
Si tratta di Thiago Avila, attivista brasiliano di lunga data, già impegnato in operazioni ambientaliste, e Saif Abu Keshek, palestinese trasferito da tempo a Barcellona in Spagna, che risulta titolare di una impresa marittima, la Cyber Neptune, che avrebbe venduto o messo a disposizione parte delle imbarcazioni impegnate nella flotilla.
E con quali soldi lo avrebbe fatto? Secondo alcuni indizi con finanziamenti di Hamas.
Non ci sono prove al momento, anche perché la nuova società che gestisce la flotilla spagnola è appena stata creata e dunque i bilanci non sono visibili.
A questo possiamo aggiungere che il ministro degli esteri israeliano è convinto che i collegamenti ci siano.
E noi che cosa possiamo dire? È illegale? Non sembra
E dunque è meglio che Hamas spenda soldi in questo modo che comprando armi
Dopo alcuni giorni i due attivisti sono stati rilasciati.
