venerdì 19 novembre - Antonello Laiso

La filosofia insegna la libertà

Di questi tempi si usa e abusa nelle piazze della nozione di libertà: ma che cosa veramente significa? Il saggio La dottrina della libertà niente di più attuale – dialogo tra Fichte e Sartre di Fabio Laiso, affronta l’argomento dallo speciale punto di vista di due filosofi, Fichte e Sartre, che proprio della libertà hanno fatto il motivo centrale delle loro riflessioni e il principio fondativo dei loro sistemi concettuali. 

L’autonomia del soggetto è il terminus a quo da cui muovono entrambi i sistemi di pensiero per giungere però a conseguenze diametralmente opposte: libertà come destinazione (Fichte), libertà come dannazione (Sartre). Senza entrare nello specifico delle questioni filosofiche a cui si rimanda alla lettura del saggio, vorrei proporre qui una riflessione molto attuale partendo proprio dalle grandi menti del passato. Un punto centrale della teoria di Fichte, forse uno tra i cinque filosofi più importanti nella storia del pensiero occidentale, è che il Tu sia condizione di possibilità dell’Io, cioè senza l’esistenza dell’altro sarebbe impossibile anche la mia esistenza. In un mondo deserto e disabitato dove non ci fossi che io, dove nessuno pronunciasse il mio nome o ascoltasse le mie parole, l’io che sono sarebbe annientato dal vuoto e dalla solitudine. È proprio nella presenza dell’altro che mi invita a fare o dire qualcosa, che mi esorta, sollecita, propone, esige da me degli atti, che io scopro il senso e il valore della mia libertà. La libertà dell’altro è pertanto condizione di possibilità anche della mia libertà, e quindi io ne sono responsabile. È facile applicare queste riflessioni agli eventi dell’attualità e notare come la volontà di vaccinarsi di quelli che hanno creduto al vaccino sia la condizione di possibilità per i no-Vax di poter manifestare in strada il loro dissenso, diversamente saremmo tutti a casa in lockdown. Allo stesso modo, la volontà di non vaccinarsi dei no-Vax è la condizione di impossibilità per tutti gli altri ― ma in fondo anche per loro stessi ― di ritornare ad una vita normale, vista la recrudescenza dei contagi che a tutt’oggi non danno tregua. Siamo tutti collegati al punto che chiudersi in compartimenti stagni, ciascuno dietro le proprie frontiere o dietro un’idea individuale di libertà, è una pura illusione oltre che indice di miope irresponsabilità. L’uomo è una monade che fa acqua, diceva Sartre. La pandemia ci ha insegnato, tra l’altro, che possiamo essere sani solo se tutti lo sono, e in quel ‘tutti’ ci metterei l’umano ma anche il non-umano, cioè la salute dell’intera biosfera. Evidenze inconfutabili da cui le dottrine sovraniste a livello mondiale ne sono uscite a pezzi, in quanto messe di fronte alle loro stesse contraddizioni. Ascoltare la parola dei grandi pensatori del passato non è un esercizio culturale sterile, ma ci aiuta a decifrare meglio il presente.
Un plauso al giovane autore. 
 
 
Antonello Laiso



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