martedì 23 marzo - Yvan Rettore

La favola dei paesi più felici del mondo

Anche quest'anno il World Happiness Report stilato dalle Nazioni Unite, ha esaminato lo stato della felicità globale di 156 Paesi, giungendo a dichiarare che Finlandia, Islanda, Danimarca, Svizzera e Olanda sono i paesi più felici del mondo.

L'Italia è al 25* posto. Ovviamente trattasi di una visione e di conclusioni tipicamente occidentali e infatti non è un caso che fra i primi 10 paesi di questa speciale classifica vi siano unicamente nazioni appartenenti a quel mondo.
 
Conviene cominciare col dire che c'è un errore di fondo tipico proprio degli occidentali, in quanto in quei lidi si parla sempre di felicità confondendola però con la serenità.
Questo perché la felicità non è uno stato permanente ma momentaneo che si può raggiungere unicamente con la serenità. Quindi, contrariamente a quanto afferma l'ONU, non si dovrebbe parlare di "diritto alla felicità" ma piuttosto di "diritto alla serenità".
Non a caso diversi fra i paesi presuntamente più felici del pianeta sono fra quelli col più alto tasso di suicidi e i maggiori casi di depressione al mondo.
Il che contraddice nettamente proprio gli esiti di tale ricerca.
A questo punto conviene però soffermarsi sui parametri sui quali si è fondata quest'ultima:
 
- Livelli di PIL pro capite. Si può essere scoprire la felicità con poco denaro perché spesso e volentieri è fatta di piccole cose e non dipende certo dal PIL procapite (come al solito in Occidente tutto deve sempre essere misurato attraverso il "Dio Denaro").
 
- Supporto sociale. Se si vive in una società di tipo communitario in cui solidarietà e condivisione sono la regola anziché l'eccezione, il tema del supporto sociale viene in gran parte superato.
 
- Aspettativa di vita. Gli uomini più vecchi del mondo vivono nella zona del Caucaso (non certo in Occidente1) e chissà come mai non hanno mai trascorso la loro vita negli agi materiali occidentali. Però riescono a vivere molto più di noi occidentali e soprattutto meglio, perché ciò che conta non è invecchiare, ma come si invecchia! Quindi essere povero non significa automaticamente che non si possa scoprire la felicità. Anzi!
 
- Libertà nel prendere decisioni. Ma siamo proprio così sicuri che nel mondo occidentale ci sia questa libertà che viene comunque fortemente limitata dalla disponibilità di denaro?! Tale libertà si manifesta effettivamente proprio quando sfugge a tale logica e che si riesce a prendere decisioni indipendentemente dall'ammontare del conto in banca. Questo è essere veramente liberi!
 
- Generosità. Nella classifica del 2021 si nota che i primi posti sono occupati (non a caso) soltanto da paesi occidentali. Strano che la generosità vi sia così diffusa, dato che sono le sedi di diversi fra i principali potentati finanziari e multinazionali pianeta, impegnate da parecchi decenni a distruggere la serenità (e non solo) delle popolazioni del Sud del mondo, sfruttando ogni risorsa dei loro paesi in modo indiscriminato. Dove sarebbe quindi tutta questa generosità?!
 
- Percezione della corruzione - Se la corruzione è endemica in gran parte del Sud del mondo, questo è dovuto al fatto che viene alimentata da entità sopratutto occidentali (ma ora anche cinesi) per poter continuare ad agire in modo del tutto indisturbato nel proseguire il saccheggio delle ricchezze di quei paesi. E poi, anche se non si percepisce, la corruzione può essere dilagante e ben presente e attiva anche in paesi del tutto insospettabili che però anche grazie ad un elevato senso civico dominante riescono a rendere discreta e non visibile.
Detto questo, questo tipo di classifica lascia il tempo che trova e serve più per riempire i rotocalchi che per parlare seriamente del tema della felicità che si fonda su ben altri parametri e condizioni.
 
Yvan Rettore



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