venerdì 24 gennaio - angelo umana

La dolce vita

Martin Scorsese disse che La Dolce Vita è un film che ha cambiato tutte le regole. I film si dividono in quelli che vengono prima e quelli che vengono dopo. Ha portato un cambiamento nella società e nel cinema. 

Chissà se nella società almeno italiana davvero abbia portato un cambiamento, può essere, ma solo in parte. Fellini fu un rivoluzionario, dissacrante e controcorrente, fantasioso nel cinema e nella società suggeritore del "sovvertimento dell'ordine costituito", delle credenze comuni, su come ad esempio vivessero "bene" i partecipanti al bel mondo, o alla vita dolce, con tutte le star, divi dive e primattori, ma anche rincalzi e poveretti che a quei personaggi si avvicinavano per guadagnarne o goderne, e i "paparazzi" consacrati in quel film (l'attore Enzo Cerusico interpreta uno di questi). Gli occhiali scuri in ogni dove s'era scoperto che rendono più “in”. C'è pure il giovane Celentano col suo rock degli albori.

Già con la prima scena dovette subire le reprimende delle autorità cattoliche: un Cristo dorato e dall'aria gaudente che viene portato in elicottero "al Papa", dice il Marcello protagonista che lo segue su altro elicottero e coi suoi amici fotografi, presunto giornalista che si cibava di quel mondo, un Gambardella più sommesso e meno sputasentenze dello Jepp della Grande Bellezza: è inevitabile, rivedendo questo film, pensare continuamente a quanto Sorrentino abbia preso da Fellini e la sua Roma. Per colmo della riprovevolezza l'elicottero vira e fà un giro panoramico sulle bellezze in bikini che prendono il sole sul terrazzo di un quartiere-bene, l'accostamento è da scomunica...! E non basta: Fellini "veste" con abito e cappello da prete la diva americana Silvia mentre sale i gradini della sacra cupola - la splendida maggiorata svedese Anita Ekberg appena sbarcata nella città, conquistata dalla pazza Roma che "never sleeps". Marcello ne resta ammaliato - ma non poi così tanto, gode di quel mondo luccicante in modo accorto - dice alla magnifica possibile preda sei tutto,sei la prima donna del primo giorno della creazione, addirittura. Eppure Roma, fuori dal centro e dalla sue macchinone, è ancora la città del neorealismo con le macerie, le strade sterrate le campagne e i palazzoni, è il 1960, da solo 15 anni finita la guerra. Non manca poi la creduloneria dei semplici, con un'apparizione celeste che "deve" essere avvenuta, i fedeli ancora vogliono che le cose siano avvenute, per aggrapparsi a cose in cui credere, per staccarsi dalla realtà di una vita grama, e i mezzi di informazione e le telecamere di allora che devono riprendere tutto, come oggi riprendiamo tutto coi nostri telefonini, un miracolo o qualcosa che s'è vissuto esistono davvero solo se fotografati.

E' un'enclopedia di costume questa pellicola, 180' che passano in rassegna l'intera società e Roma, coi suoi anfratti e palazzi antichi dove i ricchi celebrano le loro feste grottesche o i ritrovi finto-intellettuali per passare il tempo, ricordano i ricchi veneziani nella decadenza della Serenissima repubblica. Marcello dice all'amica del cuore e di letto Maddalena (Anouk Aimée), una ricca che si dice stufa di quell'ambiente ma che su un'isola deserta non andrà, che Roma è una giungla tiepida e tranquilla dove nascondersi. Loro due lo fecero nel basso di una prostituta trovata per strada, bevvero il caffè da lei così, per provare nuove esperienze.

La scena più bella e più vera è in chiusura: all'alba i ricchi e i loro seguitori vengono via dalla spiaggia dove hanno visto un cetaceo grottesco e mostruoso, come certe loro vite. La ragazzina umbra acqua e sapone – una purissima Valeria Ciangottini, allora 15enne - che fa da cameriera in un locale sulla spiaggia chiama da lontano Marcello, conosciuto giorni prima, coi segni lo invita ad una passeggiata o a ballare, ma lui non capisce o preferisce seguire il suo gregge. Il viso di lei è appena dispiaciuto, con un sorriso pensoso sembra consolarsi di non far parte di quel mondo, abbastanza misero e vacuo. Sorrentino in La Grande Bellezza ripetè tutto e fu Oscar, per La Dolce Vita solo una Palma, d'oro.

Foto: Wikipedia




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