lunedì 15 febbraio - Yvan Rettore

La democrazia italiana

Le ultime vicende politiche hanno smascherato definitivamente il quadro politico nazionale dimostrando che i partiti presenti in parlamento sono dei semplici comitati d'affari al servizio del potere e di coloro che davvero lo controllano.

Pur di far parte del futuro assetto governativo che dovrà impegnarsi a far approdare in Italia fiumi di denaro provenienti dall'Unione Europea, tutte (o quasi) le compagini politiche ivi presenti hanno mandato in soffitta le divisioni apparenti che le separavano e ogni residuo ideologico che ancora le caratterizzava.

L'importante era ed è di salire su un treno in cui tutti sperano di avere un proprio tornaconto e di poter essere ancora nelle cabine della regia politica del Paese che attraverso la figura di Draghi sarà incondizionatamente al servizio della grande finanza internazionale.

Le modalità di questo "golpe bianco" sono state apertamente sostenute da larga parte della stampa nostrana che hanno dipinto l'ex governatore della BCE quasi come un santo mandato dalla provvidenza appoggiandosi ad una valanga di sondaggi per legittimarne una presunta popolarità che nei fatti non c'è.

Questo perché la gente comune si sente stavolta completamente tradita da una classe politica ormai omogenea sia nel mantenimento dei propri privilegi che nella conservazione del potere da parte di coloro che da sempre fanno il bello ed il cattivo tempo in questo Paese.

Le verrà imposto un governo guidato dall'ennesimo presidente del Consiglio mai eletto, con la pretesa che le sue competenze sono superiori alla politica e quindi alla dialettica parlamentare che è il sale stesso della democrazia.

Tutto in nome di un'emergenza in nome della quale si potrà avvallare qualsiasi provvedimento, soprattutto quelli più impopolari riguardanti la sfera sociale e sanitaria.

Ad uscire pesantemente sconfitta in questo contesto è e sarà unicamente la democrazia, quella per cui lottarono strenuamente i nostri nonni e i padri costituenti e che ora verrà mortificata e sospesa almeno fino alle prossime elezioni per ragioni di Stato in quanto ormai le uniche vere opposizioni possibili potranno esprimersi fuori da un Parlamento monocolore in cui domineranno soltanto logiche di potere che nulla hanno a che vedere con i bisogni reali della gente comune.

A questo punto tanto varrebbe mandare tutti i parlamentari a casa e lasciare in carica soltanto il governo perché di fatto non cambierebbe ormai proprio nulla!

Yvan Rettore

 



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