martedì 7 novembre - Natale Salvo

La censura di NewsGuard contro la stampa indipendente

«Il nuovo ministero della Verità » [1], così, su Twitter, la giornalista d’inchiesta Stefania Maurizi bolla “Newsguard”, il sito web che – a proprio dire – « analizza e valutata tutte le fonti di notizie che rappresentano il 95% dell’engagement online, per combattere la disinformazione » [2].

La notizia di oggi è che “Consortium News”, un giornale d’inchiesta statunitense, ha querelato tanto NewsGuard quanto il Governo Americano, « per diffamazione e per violazione del primo emendamento della Costituzione americana ». Questo perché – spiega la Maurizi – « Newsguard che per ogni articolo dell’archivio di “Consortium News” esibisce il marchio di infamia », ovvero dichiara che è “disinformazione”.

Nella conferenza stampa dove annunciava l’azione, « “Consortium News” ha altresì mostrato una copia del contratto tra NewsGuard e il governo degli Stati Uniti per “combattere” la disinformazione ».

Per la verità, tale fatto è noto da tempo: « il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti finanzia le società private di monitoraggio di internet NewsGuard e PeakMetrics, che cercano sul web la “disinformazione” per censurare e demonizzare i siti web », aveva già scritto lo scorso marzo RT [3] citando una fonte giornalistica statunitense, “The Federalist”.

Per tale ultimo giornale, NewsGuard è « parte del “complesso industriale della censura” [poiché] utilizza il suo sistema di classificazione per allontanare le entrate degli inserzionisti dai siti conservatori o da altre “pubblicazioni sfavorite” » [3].

« Attraverso i suoi “bollini” a giornali e siti di informazione che vanno ad alterare gli algoritmi di browser, motori di ricerca e social con i quali “collabora” e che oggi rappresentano il filtro principale dell’informazione ai cittadini italiani », aveva denunciato Alessandro Bianchi su L’Antidiplomatico qualche tempo fa.

Tornando a RT, in particolare vi si legge di « una sovvenzione di 750.000 dollari concessa dal Pentagono » a NewsGuard.

« Il caso è solo l’inizio, il “ministero della verità” comincia dai piccoli media indipendenti, poi toccherà ad altri. Presto Newsguard arriverà ai grandi media: chiunque non sarà allineato alla narrativa dominante sulle guerre in Ucraina, Palestina, ecc verrà bollato con marchio di infamia, per distruggere credibilità professionale », ha commentato ancora Stefania Maurizi sempre su Twitter.

Sul sito di NewsGuard, in proposito, è interessante rilevare come i componenti italiani del Comitato Consultivo che ha il compito di fornire “consulenza” per vigilare sulla “veridicità” delle notizie nazionali sono:

  • Gianni Riotta – editorialista della Stampa ed ex direttore de “Il Sole 24 ore” e del TG1 -,
  • e Giampiero Gramaglia – ex direttore dell’agenzia di stampa Ansa (2006-2009), agenzia di cui sono membri le principali testate giornalistiche italiane (Corriere, Repubblica, La Stampa, Avvenire, Giornale di Sicilia, etc) – [4].

Insomma sono i rappresentanti di giornali mainstrem spesso confindustriali.

Gramaglia fornisce consulenza editoriale e redazionale per le schede informative dei siti italiani analizzati da NewsGuard.

Assieme a loro, in tale Comitato, l’ex capo della CIA, dell’FBI, della NATO … ci informa la Maurizi.

« Quando i gruppi di media sono condannati dal governo come “anti-USA” e sono accusati di pubblicare “falsi contenuti” perché non sono d’accordo con le politiche degli Stati Uniti, il risultato è l’autocensura e la distruzione del dibattito pubblico inteso dal Primo Emendamento » [5], ha commentato “Consortium News”.

« La causa – continua “Consortium News” – arriva in un momento in cui molti al Congresso e altrove hanno accusato il governo degli Stati Uniti di utilizzare entità private e piattaforme Internet come proxy per sopprimere la libertà di parola in violazione del Primo Emendamento » [6].

La denuncia chiede un’ingiunzione permanente che dichiara il programma congiunto incostituzionale; impedendo al governo e a NewsGuard di continuare tali pratiche e oltre 13 milioni di dollari di danni per diffamazione e violazioni dei diritti civili.

Fonti e Note:

Credits: foto del Tribunale federale di Manhattan by TJ Bickerton/Wikimedia Commons.

[1] Profilo Twitter di Stefania Maurizi, 24 ottobre 2023

[2] NewsGuard, “NewsGuard Ratings”.

[3] RT, 17 marzo 2023, “Pentagon paid internet censors – media”. ( RT )

[4] NewsGuard, “Comitato Consultivo

I membri del comitato consultivo forniscono consulenza strategica a NewsGuard. Non svolgono alcun ruolo nelle valutazioni e nella stesura delle schede informative dei siti analizzati da NewsGuard, se non diversamente indicato.

[5] Consortium News, 23 ottobre 2023, “US Government & NewsGuard Sued by Consortium News”.

[6] Britannica, “First Amendment United States Constitution”.

Il primo emendamento della Costituzione statunitense statuisce:

“ Il Congresso non farà alcuna legge che riguardi l’istituzione di una religione, o che proibisca il libero esercizio della stessa; o CHE IMPEDISCA LA LIBERTÀ DI PAROLA O DI STAMPA; o il diritto del popolo di riunirsi pacificamente e di presentare petizioni al governo per la riparazione dei suoi problemi ”.




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