martedì 6 settembre - Gerardo Lisco

La campagna elettorale di Conte: quali prospettive per la ricomposizione della Sinistra

La campagna elettorale in corso segna il riposizionamento delle forze politiche in campo, tra queste il M5S a guida Conte. A partire dall’appello promosso dall’Associazione Network per Il Socialismo, presieduta da Lanfranco Turci, in molti hanno auspicato che il M5S si facesse promotore di una coalizione che tenesse insieme i vari gruppi politici che si richiamano alla tradizione Comunista e Socialista.

 Abbiamo visto le cose come sono andate. Sinistra Italiana o meglio Fratoianni ha scelto l’accordo con il PD di Letta; Bonelli, politicamente resuscitato dal PD, aveva scelto già da tempo; altri raggruppamenti minori hanno dato origine ad una coalizione che vede in De Magistris la guida e il riferimento. Dal punto di vista elettorale mentre Sinistra Italiana e i Verdi, grazie all’accordo con il PD, riusciranno ad avere proprie rappresentanze in Parlamento, il raggruppamento guidato da De Magistris arranca fino al punto da non essere certo di superare la soglia di sbarramento del 3%. A distanza di qualche giorno dalla presentazione delle liste e dall’inizio della campagna elettorale alcune tendenze sembrano sempre di più delinearsi. In tanto la percentuale degli astenuti e degli indecisi inizia a ridursi con effetti sull’attribuzione delle percentuali ai singoli partiti. Il centrodestra vede sempre di più come attrattore Fratelli d’Italia. Il partito della Meloni è dato al 25%. Il risultato di Fratelli d’Italia è frutto del travaso di voti dalla Lega e non solo. Il PD in coalizione arriva a stento al 30%, in sostanza dovrebbe recuperare la stessa percentuale di voti che fu della coalizione guidata da Bersani “Italia Bene Comune”; l’alleanza Calenda/Renzi sembra prossima a superare Forza Italia. Sono tutti queste tendenze facilmente prevedibili, da qui al 25 settembre ci potranno essere delle limature ma niente di più. Il dato interessante è quello del M5S. I sondaggi lo davano al 9 % , alcuni addirittura meno. Oggi il M5S viene dato, anche se di poco, sopra la percentuale attribuita alla Lega diventando nel prossimo parlamento il terzo gruppo politico dopo Fratelli d’Italia e PD. Se la crescita delle forze politiche presenti negli altri campi è da attribuire a travasi da un partito all’altro della stessa coalizione, il M5S sta recuperando in prevalenza tra gli elettori indecisi di sinistra. Nei sondaggi precedenti il centrodestra è stato sempre dato tra il 43 e il 46%. Una percentuale così alta e stabile può dipendere dal solo fatto che larga parte degli elettori di centrodestra si è dichiarata da subito per cui è molto difficile che possa andare oltre queste previsioni. La percentuale degli indecisi e degli astenuti, data in calo, oggi al 35% degli aventi diritti al voto, è formata in prevalenza da elettori non disponibili a votare per il centrodestra ma in attesa di una offerta politica che in qualche modo possa rappresentarli, da qui la crescita del M5S degli ultimi giorni. Crescita che, non è da escludere, possa portare il M5S al 14 e forse anche al 15% dei consensi. Il Sole24Ore, circa un mese fa, pubblicò un sondaggio relativo al solo M5S. Dal sondaggio risultava che degli elettori delle elezioni politiche del 2018 poco più del 40% confermava il proprio voto al M5S, un altro 11 – 12% era indeciso tra la conferma e l’astensione, il restante si sarebbe diretto verso il PD e la Lega. Nel 2018 con oltre il 32% e 11 milioni e passa di elettori il M5S vinse le elezioni, il 52 – 53 % di quegli elettori che confermano il proprio voto significa che il M5S ha, potenzialmente , tra 5 e i 5,5 milioni di elettori. Un tale numero di elettori fa del M5S la terza forza politica.Quali le ragioni di questo recupero del M5S? La perdita di Gigino e delle frattaglie che lo hanno seguito sta facendo bene al M5S. Ma non è questa l' unica ragione della ripresa del M5S, importante è la sterzata che Conte ha impresso. Oggi il M5S presentandosi come una forza politica progressista e attenta alle questioni sociali è diventato una possibile scelta per gli elettori di sinistra. Spero che il M5S non dimentichi questo dato come ha fatto in passato. Se nelle due ultime elezioni politiche la scelta di dimenticare chi erano gli elettori che avevano votato poteva avere anche un senso, dovesse accadere di nuovo avrebbe gravi conseguenze sul Movimento. Se il M5S dovesse superare la Lega, diventando la terza forza politica, dovrà dire grazie a tutti quegli elettori di sinistra che hanno deciso di votarlo. Sono certo che questo non sfuggirà a Conte, ma altra cosa sono i galoppini locali . Se la tendenza dovesse essere confermata, dunque, almeno il suo primo obiettivo Conte lo ha raggiunto:ha salvato dall’estinzione il M5S e ne ha anche consolidato l'elettorato. Di fronte a questo dato oltre che fare l’opposizione, dovrà per forza di cose organizzare il movimento trasformandolo sempre di più in partito, dotandosi nel contempo di una squadra di intellettuali in grado di definirne la cultura politica. Di fronte a un eventuale risultato positivo, grazie al voto di elettori di sinistra che hanno scelto M5S come alternativa alle destre, non potrà fare a meno di definire meglio cosa intende per “progressista”. D’altra parte la Sinistra, o meglio le Sinistre, soprattutto i militanti e tutti coloro che si definiscono di Sinistra, nello specifico gli intellettuali e gli apparati dei corpi sociali intermedi, sindacati in primis, dovranno scendere dal piedistallo sul quale si sono collocati, pensando di essere eticamente e intellettualmente superiori, per contribuire alla costruzione oggi dell’opposizione e domani dell’alternativa alle destre. Con Conte il M5S continua ad essere la vera novità della politica italiana degli ultimi anni diventando l’unica reale forza politica oggi di opposizione domani di governo.

 




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