venerdì 8 agosto 2025 - Mario Barbato

La Lega vuole paragonare le critiche contro Israele a una forma di antisemitismo

La Lega ha presentato un decreto legge che dire liberticida è un eufemismo. Quale legge? Niente di allarmante. Ha solo proposto di approvare una norma che vieta qualsiasi manifestazione o critica contro il governo di Israele, alla luce del genocidio che sta avvendo in Palestina, bollando tali manifestazioni come “odio antisemita”. 

In altre parole: se dici che è disumano sparare su civili in fila per cibo e acqua, come sta facendo l’esercito israeliano, rischi l’accusa di antisemitismo. Un termine, questo, che sembra essere diventato il paravento dietro cui Israele si nasconde per sentirsi autorizzato a compiere ogni sorta di crimine contro l’umanità. Ma sta diventando anche il pretesto per reprimere il diritto di manifestare e di dissentire. 

La senatrice del Movimento Cinque Stelle, Alessandra Maiorino, ha denunciato questo tentativo di far passare il decreto leghista come un "bavaglio senza precedenti", sottolineando come la proposta sia stata calendarizzata "quasi alla chetichella", proprio alla vigilia della pausa estiva del Parlamento. Maiorino non usa mezzi termini: "Arriva mentre a Gaza si consuma un genocidio sotto gli occhi del mondo", afferma, evidenziando il rischio concreto che denunciare crimini di guerra o politiche oppressive del governo Netanyahu venga considerato un atto antisemita. 

Siamo davanti al sonno della ragione che genera mostri. Un tentativo di reprimere il diritto di un popolo, quello italiano, di ribellarsi alle atrocità commesse da Netanyahu. Si tratta dell’ennesimo allarme di una deriva autoritaria già inaugurata da Fratelli d’Italia e proseguita dalla Lega. "Non siamo più nel campo della lotta alla discriminazione, ma in quello della repressione della libera espressione", ha dichiarato Maiorano. Parole che risuonano mentre gli israeliani bombardano pure gli ospedali, violando qualsiasi convenzione internazionale che vieta simili orrori.

"La Lega si inchina ai diktat del governo Netanyahu", prosegue la senatrice, "che non solo deve avere mano libera, ma persino raccontare che il suo operato non potrà essere considerato un atto criminale". Un tentativo di reprimere la libertà di pensiero, di opinione e di manifestazione. Un tentativo che viola l'articolo 21 della Costituzione Italiana e la legge 962 che punisce con una reclusione da tre a dodici anni di carcere chiunque istighi al genocidio. Proprio quello che vuole fare questo governo che prima fa scappare un torturatore libico e adesso vuole legittimare il massacro dei palestinesi e la loro scomparsa nel silenzio tombale degli italiani. 

Foto: governo




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