venerdì 25 giugno 2010 -
Nel marzo scorso aveva fatto sorridere – e anche un po’ polemica – la proposta di due deputati tedeschi che lanciavano l’idea, per risanare il pesante debito greco, di vendere qualche isola e qualche opera d’arte.
Bhé, è successo. Riporta The Guardian che Atene si prepara a mettere in vendita, o ad affittare a lungo termine, le sue isole. Lo dicono fonti vicine alle negoziazioni: tra gli acquirenti interessanti ci sarebbero russi e cinesi che cercano mete turistiche per la loro popolazione.
Solo 227 delle oltre seimila isole sono infatti abitate e il Governo greco non può permettersi investimenti per sviluppare le infrastrutture e, quindi, il turismo. La speranza è che mossa permetta di generare lavoro e quindi tasse. A questo si aggiunge il piano di vendere le ferrovie nazionali e le compagnie che che gestiscono l’acqua. Pare che alcune compagnie cinesi, che già hanno investito nei porti, siano interessate.
Francesca Barca
La Grecia mette in vendita le sue isole. Veramente
Nel marzo scorso aveva fatto sorridere ? e anche un po’ polemica ? la proposta di due deputati tedeschi che proponevano, per risanare il pesante debito greco, di vendere qualche isola. Bhé, pare che il Governo di Atene lo farà veramente. Più le ferrovie e l’acqua.

Nel marzo scorso aveva fatto sorridere – e anche un po’ polemica – la proposta di due deputati tedeschi che lanciavano l’idea, per risanare il pesante debito greco, di vendere qualche isola e qualche opera d’arte.
Bhé, è successo. Riporta The Guardian che Atene si prepara a mettere in vendita, o ad affittare a lungo termine, le sue isole. Lo dicono fonti vicine alle negoziazioni: tra gli acquirenti interessanti ci sarebbero russi e cinesi che cercano mete turistiche per la loro popolazione.
Solo 227 delle oltre seimila isole sono infatti abitate e il Governo greco non può permettersi investimenti per sviluppare le infrastrutture e, quindi, il turismo. La speranza è che mossa permetta di generare lavoro e quindi tasse. A questo si aggiunge il piano di vendere le ferrovie nazionali e le compagnie che che gestiscono l’acqua. Pare che alcune compagnie cinesi, che già hanno investito nei porti, siano interessate.
Francesca Barca
