venerdì 21 gennaio 2011 - Libero Mercato

La Consob in campo contro gli spot ingannevoli

Nuove mosse della Consob per tutelare gli investitori: anche gli spot delle obbligazioni bancarie dovranno fornire informazioni chiare e trasparenti, "in modo che tutti le possono capire, anche chi non è laureato in economia" ha sottolineato il presidente Giuseppe Vegas.

Importanti istituti come Abn, Barclays, Rbs, Dexia, Mediobanca, hanno pubblicizzato i loro bond per lanciarli sul mercato senza il collocamento presso gli intermediari, ma disponibili direttamente in Borsa a chiunque voglia cimentarsi nel trading autonomo.
 
Spesso si tratta di prodotti strutturati o complessi e con profili di rischio più elevati, che vengono sintetizzati in una scheda pubblicitaria che, per norma, enfatizza soltanto gli aspetti positivi e più accattivanti.
 
Può capitare, ad esempio, che si esalti la cedola più elevata, senza specificare che magari è solo la prima, poiché le altre vanno a scalare.
 
Oppure, per quanto riguarda le obbligazioni in valuta estera, non viene adeguatamente rilevato il rischio di cambio.
 
Qualora il prestito fosse subordinato, anche se viene scritto, non si specifica al pubblico che ciò comporta il rimborso postumo rispetto ad altri "che hanno diritto prima" (i possessori delle non-subordinate).
 
Insomma la Commissione ha deciso di imporre una linea di maggiore chiarezza, considerando inoltre che il 60% delle emissioni piazzate sul mercato sono accompagnate da prospetti informativi in lingua inglese.
La bozza di comunicazione che intende regolare il settore chiede che la documentazione pubblicitaria venga inoltrata in Consob contestualmente al lancio della campagna per facilitare l'attività di vigilanza.
 
L'aspetto tuttavia più deludente dell'apprezzbile tentativo è la mancanza di sanzioni per chi non dovesse rispettare l'invito della Commissione.
In attesa di trasformarsi in un testo definitivo, il documento Consob ricorda i principi della normativa in materia: "Il messaggio pubblicitario non solo deve essere coerente con quanto indicato in prospetto e non deve contenere imprecisioni, ma soprattutto non deve indurre in errore l'investitore circa le caratteristiche, la natura ed i rischi dei prodotti finanziari offerti".
 
La Consob si è mossa anche su altri fronti, dalla trasparenza sui compensi degli amministratori, all'autovalutazione del consiglio ed i piani di successione dei vertici aziendali.
 
Un decreto legislativo approvato prima di Natale delega l'Istituto di controllo della Borsa ad emanare un regolamento che sarà stilato quest'anno ed entrerà in vigore nel 2012.
 
In attesa della svolta, le società quotate di Piazza Affari sono"caldamente invitate" a dettagliare gli accordi di buonuscita dei top manager, mentre quelle inserite nell'indice Ftse-Mib dovranno comunicare informazioni più precise sui metodi di autovalutazione dei cda.
 
Tutto ciò all'indomani della spinosa fuoriuscita di Profumo da Unicredit ed alla vigilia di una stagione di importanti ricambi ai posti di comando di società pubbliche e decisive nel capitalismo nostrano, tra cui Telecom Italia Mediobanca.



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