giovedì 21 luglio - Mario Barbato

La Brigata elitaria all’attacco dei pentastellati

Sui media la filastrocca è sempre la stessa: la crisi di governo non l'ha provocata Draghi, dimettendosi nonostante abbia la fiducia di Camera e Senato. No, l'ha causata il Movimento Cinque Stelle, che non ha tolto la fiducia a Draghi, non è andato via dal Parlamento sbattendo la porta e imprecando parolacce, si è semplicemente astenuto dal voto, come avevano già fatto in precedenza Lega e Italia Viva senza che nessuno invocasse la ghigliottina.

Se il governo è in bilico la colpa è di quei "pazzi fanatici" dei pentastellati, trattati dai media peggio dei terroristi dell'Isis che attentano al governo a colpi di bombe e autobombe. Qualche esempio delle chicche pubblicate dai giornali? “Ostaggio degli estremisti”, titola la Repubblica; il “CamaleConte antisistema” aggiunge la Stampa“Un’Armata Brancaleone”, rincara la dose il Corriere della Sera. E giù altre accuse infamanti. 

E cosa avrebbero fatto di tanto orribile i Cinque Stelle per essere trattati come degli eversivi? Si sono permessi di presentare a Draghi nove condizioni ritenute peggio delle minacce di Putin. Vogliono il cashback per digitalizzare l’Italia, il salario minimo, il superbonus che, per inciso, ha avuto effetti positivi sia sul Pil sia sull'occupazione, il divieto del termovalorizzatore a Roma e altre richieste terribili per una classe politica ancora a sistemi da signoraggio.

I partiti vogliono mettere i Cinque Stelle a testa giù, come Mussolini. Il Partito Democratico li vuole fuori dal Parlamento, Forza Italia li demonizza, Lega e Fratelli d'Italia li beffeggiano e Italia Viva vorrebbe portali al processo di Norimberga per aver introdotto quel reddito di cittadinanza che è visto peggio delle leggi razziali introdotte dai nazisti. La pura élite italiana non vuole che questo partito rappresentante della razza inferiore dei cittadini resti alla Camera.

Draghi ha detto che lui non governa senza i Cinque Stelle, ma l'impressione è che punti proprio a questo. Il premier è visto come una garanzia dagli italiani, ma è visto come una garanzia anche dalle banche, dalle finanziarie, dalle associazioni industriali, dal Partito del Pil, dai sostenitori dello Spread, dai fautori del Mercato. Tutte persone che vogliono che Draghi resti al governo, si, ma senza quei plebei dei Cinque Stelle tra le scatole. 




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