L’involuzione umana? Colpa del cellulare
Utilizzare il telefonino per inviare messaggi forzerebbe la naturale posizione delle nostre schiene provocando dei danni posturali e di equilibrio, oltre che rappresentare una distrazione continua dal mondo che ci circonda.

Il 77% della popolazione mondiale possiede un telefono cellulare; a tal proposito si è dibattuto ampiamente sui danni che provocherebbe l’utilizzo dello stesso durante la guida di un autoveicolo. Ma da recenti ricerche risulterebbe che i telefonini causano problemi anche durante una semplice passeggiata.
Ebbene sì, a seguito di uno studio effettuato dal Dottor Siobhan Schabrun della University of Queensland su 26 volontari e pubblicato su Plos One, si è fatta la seguente (brutta) scoperta.
I 26 individui, tra i 18 e i 30 anni, hanno dovuto sottoscrivere di non avere precedenti problemi ossrei, muscolari, neurologici e di equilibrio; di utilizzare da almeno tre mesi il loro telefono e di utilizzare un touchscreen e una tastiera QWERTY.
I ricercatori hanno chiesto ai volontari di camminare per 8.5 metri senza il telefono per poi, immediatamente dopo, monitorarli, attraverso diverse telecamere posizionate a varie altezze del corpo, durante l’utilizzo del telefono durante la lettura o l'invio di un sms.
Inconsapevolmente, nell’inviare messaggi, o comunque durante l’utilizzo del dispositivo, pieghiamo in maniera forzata e innaturale la nostra colonna vertebrale in avanti causando delle deviazioni e degli abbassamenti ossei e muscolari i quali a loro volta, e a lungo andare, causerebbero addirittura la perdita dell’equilibrio, come suggerisce lo studio.
Infatti, attraverso il computer collegato alle telecamere si è appurata l’alterazione posturale che deriva nella seconda situazione esaminata: una volta preso il telefonino fra le mani, le persone non sono in grado di camminare lungo una linea retta ma, anzi, quasi perdono l’equilibrio.

Il risultato finale dell’esperimento è stato che durante l’utilizzo del cellulare le persone esaminate rallentano la velocità di movimento e, più precisamente, ciò avviene in misura maggiore durante la scrittura che durante la lettura.
Fisicamente accade che, inclinando la testa e il collo in avanti, è come se si aggiungesse dell’altro peso nelle vertebre alte, il che potrebbe essere la causa della posizione errata, se non addirittura dell’effettiva deviazione della colonna stessa.
Gli stessi fisioterapisti hanno coniato il nome per questa “quasi” patologia in “Text Neck” (Lettaralmente "Collo da messaggio"); l'uso del cellulare "stirerebbe" in maniera esagerata anche i muscoli del collo e delle spalle.
Risulta da un altro studio della San Francisco State University che l’83% dei soggetti analizzati riporta dolori ossei e al collo durante l’utilizzo del telefono. Ma non solo: sembrerebbe che vi siano anche altri segni di tensione tra cui quello di trattenere il respiro, insieme ad un aumento del battito cardiaco.
L’utilizzo del dispositivo causerebbe, com'è noto, anche distrazioni di tipo cognitivo: infatti una buona percentuale dei partecipanti ha riportato incidenti fisici quali cadute, collisioni con persone e/o cose dovute a una “non collaborazione” fra occhi e cervello.
E' stato scientificamente appurato che durante questo tipo di attività il nostro cervello fatica maggiormente a coordinare testa, torace e cinta pelvica. Inoltre la testa risulta "isolata" dal resto del corpo, in quanto neurologicamente concentrata su un'attività impegnativa, come se si isolasse dal mondo circostante.
"Camminare e utilizzare contemporaneamente il cellulare, affermano gli scienziati, intacca la sicurezza della persona”. A tal proposito era stata addirittura presentata una proposta di legge per vietare l'utilizzo del telefono in strada; a depositare il disegno di legge al parlamento dello stato del Nevada, nel marzo scorso, è stato un deputato democratico americano, Harvey Munford.
La cosa che più fa sorridere, nella gravità della situazione, è che un apparecchio considerato tecnologicamente avanzato come il telefonino stia provocando l’involuzione e la regressione fisico/mentale dell’uomo. Un essere che ha impiegato milioni di anni per il raggiungimento della stazione eretta e della stabilità cognitiva.

