giovedì 11 novembre - angelo umana

L’événement - La scelta di Anne

Molto bene, il film ha vinto il Leone d'Oro 2021 a Venezia, onore al merito. Non che, quasi 60 anni dopo, questa “vicenda o avvenimento” (così il dizionario traduce dal francese L'évenement) agiti molto i cuori nel mondo occidentale. L'aborto è in vari paesi una pratica permessa, salvo in quelli dove esso è considerato un crimine, come in Francia nel '63, o per certi versi in Polonia oggi... e altrove ancora.

A parte le scelte filmiche che hanno guidato il lavoro della regista Audrey Diwan, tratto da un libro di Annie Ernaux, a parte l'interpretazione acclamata di Annamaria Vartolomei (per incompleta conoscenza leggo i nomi che il film reca), che Anne scelga di arrivare al rischio della vita pur di perseguire e proseguire i suoi studi letterari, o perfino di ambire ad essere una scrittrice, questo può essere argomento di discussione, di riflessione.

Lasciar nascere un bambino oggi è una benedizione del cielo, di nessun dio, ma per il volere di esseri umani che ricevono questo “regalo” anche se non programmato. Un/a bambino-a è la versione pura del genere umano, ancora non sporcata da brutture che lo appesantiscono. In un film di anni fa veniva detto “finché nasce un bambino vuol dire che dio (uno qualsiasi, ndr) non è in collera con noi” e in un altro piccolo film ancora più recente, Milla di Valérie Massadian (Special international jury prize al festival di Locarno 2017, mostrato in streaming da ArteKino in novembre), una giovane mamma che resta sola a giocare e crescere il suo bambino.

Davvero un bambino – anche venuto per sbaglio – vale meno di una carriera, per quanto questa possa essere stellare? Non c'è in questo un grande egoismo? Vien da pensare al sacro che è una vita nuova, ancor più nelle nostre società opulente ma di bassa fertilità. Davvero poi un bambino non desiderato lo si è potuto chiamare frutto del peccato o della vergogna negli anni andati? Davvero i nostri progetti non proseguirebbero, se ardentemente desiderati o comunque destinati a realizzarsi, per il “disturbo” dell'avere un figlio, che è il più alto o nobile compito da svolgere?

La Anne personaggio del libro e del film sarebbe stata precorritrice dei tempi piuttosto di chi li ha subiti e poi … la coraggiosa madre Gabrielle (la Sandrine Bonnaire di Senza tetto né legge, altro Leone d'oro di Agnès Varda, 1985), l'avrebbe di certo aiutata. Questo Leone è stato Una piccola storia ignobile, Francesco Guccini 1976.

 




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