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L’Italia sciopera contro riarmo e carovita: centinaia di migliaia di persone nelle piazze

A Napoli una marea pacifica e determinata ricopre l'area da piazza Garibaldi al porto

Di Daniele Pallotta

Allo sciopero promosso inizialmente dai portuali degli scali in molti Paesi del Mondo contro il traffico di armi nelle infrastrutture portuali si era aggregato, in Italia, lo sciopero proclamato dai sindacati di base cui avevano aderito i movimenti studenteschi: il risultato è stata una giornata, quella del 30 ottobre 2026, in cui decine di migliaia di persone in numerose città di tutte le regioni italiane, hanno attraversato strade e piazze, occupato ferrovie e porti, per chiedere la fine delle politiche di guerra ed un cambiamento delle politiche economiche che migliori i servizi pubblici di welfare e consenta una vita degna.

L’appello contro il riarmo, contro il carovita e a favore di misure finanziarie e strutturali a sostegno di un diritto allo studio effettivo e garantito a prescindere da disponibilità economiche, per servizi di Sanità e di trasporto pubblico migliori, la solidarietà ad autotrasportatori e ai piccoli agricoltori sono solo alcune delle principali istanze che hanno animato la marea di persone coinvolte in un tutto il Paese.

A Napoli una marea pacifica e determinata di lavoratori, studenti, famiglie, ha coperto senza soluzione di continuità l' area che da piazza Garibaldi arriva alla tangenziale, bloccando il passaggio delle auto. Una piccola parte del corteo è arrivata al porto. Nessun attrito con le forze dell' ordine; alcuni automobilisti, nonostante il disagio dell' attesa, hanno applaudito il corteo. Con cori stentorei come “siamo tutte antifasciste!” e striscioni in cui campeggiano scritte tra cui “Il carovita ci toglie il respiro, la lotta ci restituisce il futuro” le studentesse e gli studenti hanno annunciato ed invitato tutte e tutti alla prossima data in cui convergeranno le loro lotte: la mobilitazione internazionale del 20 novembre.




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