lunedì 22 novembre - Antonio Mazzeo

L’Italia ai Mondiali di Calcio in Qatar? Per ora solo con le forze speciali e i parà dei Carabinieri

C’è parecchia apprensione tra i tifosi della nazionale italiana di calcio. Riusciranno i nostri eroi a qualificarsi per la fase finale della World Cup 2022 in Qatar oppure si ripeterà l’indecorosa debacle dei mondiali di Russia 2018?

In attesa di conoscere quale sarà la sentenza sul campo di gioco ai play off del prossimo marzo, nei nuovi stadi e nelle strade di Doha sventola comunque l’italico tricolore grazie ad una missione addestrativa anti-terrorismo delle unità d’élite dell’Arma dei carabinieri. Dal 14 al 17 novembre si è tenuta nel petroemirato l’esercitazione multinazionale denominata “Watan” per testare le forze di sicurezza e di pronto intervento che saranno schierate a “difesa” della prossima World Cup. Tredici i paesi stranieri partecipanti: Francia, Portogallo, USA, Regno Unito, Kuwait, Pakistan, Giordania, Turchia, Spagna, Germania, Irlanda, Russia e Italia.

La task force italiana inviata in Qatar è stata composta da personale dell’Arma dei Carabinieri appartenente al GIS - Gruppo Intervento Speciale (reparto anti-terrorismo impiegato in Italia e all’estero, alle dipendenze del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali) e al 1º Reggimento Paracadutisti “Tuscania” (unità d’eccellenza per le missioni militari di pronto intervento fuori area).

L’esercitazione “Watan” è stata promossa dal Premier e Ministro dell’Interno Sheikh Khalid bin Khalifa bin Abdulaziz al Thani, pure presidente del Comitato di Sicurezza del Mondiale FIFA 2022. Le operazioni anti-terrorismo sono state coordinate dalla Direzione generale della Difesa civile del Qatar e sono state condotte, oltre che dalle forze straniere, da 28 organizzazioni militari, civili e di sicurezza qatarine.

“E’ stata la più grande esercitazione per numero di unità e soggetti coinvolti mai effettuata all’interno del paese”, ha dichiarato il colonnello Mubarak Sherida Al Kaabi, al comando di “Watan”. “Essa ha simulato la diversificazione di differenti scenari e sfumature basati su tutti i tipi di rischi potenziali, interni ed esterni, durante l’organizzazione dei Mondiali di Calcio in Qatar, dopo essere stati studiati da specialisti ed esperti nei settori inclusi nell’esercitazione”.

Watan ha rafforzato le misure predisposte dalle autorità per velocizzare le risposte in caso di situazioni di emergenza ed attuare i meccanismi di comando, controllo, cooperazione e integrazione tra le agenzie militari e civili”, ha aggiunto il colonnello Al Kaabi. “Inoltre è stata possibile rendere ancora più stretta la collaborazione tra le forze straniere sorelle e amiche partecipanti, con lo scambio di buone pratiche nel settore sicurezza durante l’organizzazione di grossi eventi sportivi”.

Le attività addestrative si sono svolte negli impianti che ospiteranno gli incontri calcistici e culturali previsti per la World Cup, in alcune infrastrutture strategiche (linee ferroviarie, porti, aeroporti) e in centri alberghieri e turistici. Nel corso di “Watan” è stata ordinata la chiusura per un intero pomeriggio di una tratta della linea metropolitana di Doha.

In vista dei prossimi Mondiali di Calcio, il 15 marzo 2021 le forze di polizia di Italia e Qatar hanno firmato un protocollo di collaborazione bilaterale. “Sarà messa a disposizione dei colleghi arabi la grande esperienza maturata dalle Forze di polizia italiane nella gestione delle manifestazioni di rilievo internazionale, come l’Expo Milano del 2015, il Giubileo straordinario della misericordia del 2015/2016, il G7 di Taormina del 2017 e da ultimo, in epoca di pandemia, i Campionati mondiali di sci alpino di Cortina”, riporta l’ufficio stampa della Polizia di Stato.

Il 14 marzo 2016 era stato firmato a Doha pure un Accordo tecnico tra il Comando della Lekhwiya Security Force dell’Emirato e il Comando generale dell’Arma dei Carabinieri per avviare programmi congiunti di cooperazione nell’ambito dell’addestramento e delle attività delle forze speciali nella “lotta al terrorismo” e nella “gestione dell’ordine pubblico”. Istituita nel 2004 dall’allora sovrano Sheikh Hamad bin Khalifa Al-Thani, la Lekhwiya è il corpo d’élite delle forze di sicurezza qatarine che sovrintende alle operazioni d’intelligence. E’ a lei che saranno affidati i compiti di “controllo” più delicati alla vigilia e durante i Mondiali.



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