venerdì 27 marzo - Maddalena Celano

L’Iran afferma che COVID-19 potrebbe essere una forma di guerra biologica

di Maddalena Celano, responsabile esteri

Il nuovo coronavirus del 2019 (COVID-19) ha molte caratteristiche che fanno pensare ad una guerra biologica, afferma il capo dell'Organizzazione per la Difesa dell'Iran, Qolamreza Yalali.

In un'intervista televisiva, questo martedì, il generale Qolamreza Yalali, ha osservato che ci sono molti laboratori biologici statunitensi, vicino all'Iran, vicino alla Russia e alla Cina. Quindi una diffusione intenzionale e pianificata del COVID-19, che è iniziata dalla città cinese di Wuhan, non può essere completamente esclusa.

Non è ancora possibile dichiarare, al cento per cento, che si tratti effettivamente di una guerra biologica, anche se il virus riporta gran parte delle caratteristiche di questo tipo di guerra. “Sono necessarie ulteriori ricerche da parte di esperti di virologia, per determinare se si tratti di una guerra biologica o meno”, ha detto il generale Yalali.

Il generale iraniano non esclude che COVID-19 sia un'arma biologica degli Stati Uniti.

Il capo dell'Organizzazione Iraniana di Difesa ha osservato che, una delle molte ipotesi che circolano come possibilità, sulla diffusione di COVID-19, si basa sul fatto che il nuovo virus potrebbe essere progettato per avere un impatto sul paese bersaglio, in particolare sul piano economico, giacché lascia un gran numero di vittime infette e ferma l’ intera economia del paese attaccato.

Un gruppo americano, a favore di Israele, è stato determinante nell’ impedire alle compagnie farmaceutiche di commerciare con l'Iran, uno dei paesi più colpiti dal nuovo coronavirus.

A questo proposito, Philip Giraldi, ex funzionario della Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti, afferma che il suo paese avrebbe potuto "creare" il temuto virus, in collaborazione con Israele, nel tentativo di interrompere la crescita economica e il potere militare della Cina.

Tuttavia, sebbene l'origine dell'epidemia del virus resti ancora un enigma ci sono media, come la BBC di Londra, la capitale del Regno Unito, che cercano di sfruttare la situazione per lanciare una campagna anti-Iran e travisare l'immagine della Repubblica Islamica a livello mondiale, denunciato il generale Yalali. Nonostante il sabotaggio mediatico, dal momento che il primo caso del nuovo coronavirus è stato segnalato in Iran, il paese ha implementato diverse contromisure per contenere la rapida diffusione dell'epidemia. L' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) assicura che il paese persiano sia ben preparato a controllare lo scoppio del male, che si sta diffondendo rapidamente nel mondo.

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