mercoledì 3 marzo - Alberto SIGONA

Juventus, la fine di un ciclo?

La Juventus di C. Ronaldo sembra aver smarrito la propria identità. Inter e Milan ne approfitteranno?

 

E' proprio vero che alla lunga i nodi vengono al pettine. E di nodi da sbrigliare la Juventus di Andrea Pirlo pare ne abbia davvero un numero sconsiderato. Essi sino a qualche settimana fa erano rimasti più o meno nell'ombra (e quando comparivano li si faceva ricondurre a naturali scosse di accomodamento, da cui un team in fase di assemblaggio non può prescindere), occultati alla buona dai gol di un bomber seriale come Cristiano Ronaldo, che da solo (o quasi) era riuscito a camuffare i tanti limiti di una squadra che sembra differire non poco dal grande team che sino alla scorsa stagione, almeno in Italia, imponeva il proprio volere a chiunque le si ponesse innanzi, e che adesso stenta ad imporsi persino con le meno avvezze a comparire di fronte all'alta aristocrazia. Ormai le caterve di reti (19 in 20 match di campionato) di CR7 non bastano più ad affogare nell'anonimia i limiti d'una compagine che, al di là di certe deficienze individuali non secondarie (concernenti tutti i reparti), appare priva di un vero gioco, come fosse la somma disordinata di singoli bravi giocatori anziché di un collettivo ben amalgamato. E le ultime imbarazzanti uscite della Signora contro Napoli, Porto e Verona hanno fatto affiorare tutte le malformazioni congenite di una squadra senza una vera identità, alla ricerca disperata e confusa di se stessa. Insomma, sembra proprio che Pirlo stia pagando il classico scotto del noviziato, e che la Zebra sia arrivata al capolinea di un decennio leggendario.

La squadra che più di altre pare possedere i requisiti per approfittare di questo momento storico è l'Inter di A. Conte (ma sarebbe più corretto dire...di Lukaku e Lautaro), la quale sta di già esibendosi in prove di fuga tali da indurre i tifosi a sogni proibiti che da quelle parti latitano da troppo tempo. Ma i cugini del Milan, al di là di qualche recente scivolone, non sembrano disposti ad essere troppo accondiscendenti nei confronti delle ambizioni nerazzurre. E la convincente vittoria corsara in quel di Roma potrebbe essere il viatico per un prosieguo del torneo da vivere sulla cresta dell'onda.

Tutto ciò mentre la spavalda ed intrepida Atalanta di G. Gasperini persiste ad interpretare lo spartito degli aneliti da favola, ergendosi ad un 3° posto che ad oggi le garantirebbe per la terza volta di fila quell'onirico traguardo Champions che ormai sta confluendo nelle aspirazioni ordinarie degli orobici, i quali nelle ultime stagioni stanno recidendo ogni legame con il vocabolo “inattuabile”, tramutando in realtà persino le utopie più inconsulte. Per un modus vivendi che stanno cercando di fare proprio altre squadre di A, fra cui Verona e Sassuolo: ma per ora le loro performances si stanno limitando a fare il verso improbabile al team dei vari D. Zapata, Ilicic e Muriel (ma anche di Gosens, Freuler, Pessina, Malinovskyi...). Un po' come aveva tentato, forse avventatamente, qualche mese fa, il Cagliari di Maran, salvo ritrovarsi molto prima del previsto nella m...melma, rischiando di essere risucchiato dall'abisso della mediocrità, lo stesso baratro in cui si appresta a precipitare il Parma, che potrebbe presto tornare a giostrare sui campi della cadetteria, che la prossima stagione, a meno di sconquassi tellurici di matrice vulcanica, vedrà fra le interpreti il Crotone, diventato lo sparring partner di tutte le compagini della massima serie.

Alberto Sigona

Foto di jorono da Pixabay 




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