giovedì 13 luglio - francesco latteri

Ius Soli, Sen. Bruno Mancuso: Parlamento sia libero di approfondire e riflettere. No alla fiducia

Mi permetto una piccola premessa chiarificatoria, visto il caos vigente sui media circa l'argomento, per consentire al lettore criteri semplici e basilari di orientamento. Ius Soli è termine latino usato, come tutti sappiamo, per indicare il diritto di cittadinanza in base al criterio del luogo in cui si è nati.

 Ciò che forse è meno noto è che i romani avevano quale principale criterio di appartenenza e dunque di cittadinanza, quello dello Ius Gentium, per il quale ai figli spetta la cittadinanza dei genitori. Esiste tra i due criteri un punto di coincidenza: quello dei figli nati in un Paese da genitori cittadini di quello stesso Paese.

In questo caso si ha la coincidenza tra le leggi e normative vigenti nel Paese (ciò che i latini chiamavano Lex) e ciò che sta a monte di esse, ovvero le tradizioni, gl'usi e costumi, la religione (quello che i latini chiamavano Mores). Nel momento della non coincidenza viene a porsi uno iato tra Lex e Mores.

La drammatica questione dei “migranti” e soprattutto la sua dimensione pongono oggi più che mai in primo piano la cosa (come peraltro ai tempi di Roma antica). E' significativo che quello che tra tutti i Paesi dell'Unione Europea, la Svezia, era considerato il più all'avanguardia “sociale” si trovi in una situazione di fatto tragica, al pari – anche se non lo si vuole ammettere – di molte realtà urbane e suburbane di tantissime città e cittadine di altri Paesi dell'Unione, ove di fatto la Lex non è più vigente ed imperano Mores che non appartengono assolutamente alla tradizione ed alla Storia del Paese.

Di fatto i cittadini si trovano imposto uno Ius esterno e straniero che loro non riconosce assolutamente nulla: né Mores, né Lex. Il discorso dunque riveste una primarietà assoluta sia per tutta l'Unione, ma soprattutto per il ns Paese, il più esposto di fatto, e segnatamente delle sue Regioni Meridionali, in primis Sicilia e Calabria. La richiesta del Sen. Bruno Mancuso ( Alternativa popolare-Centristi per l'Europa) al Governo è perciò quanto di più imprescindibile si possa considerare: "L'atteggiamento del Pd sullo ius soli oltre che incomprensibile rischia di produrre inutili tensioni su di un tema delicato che andrebbe invece affrontato con molta prudenza. Infatti, anche alla luce dell'emergenza migranti, lo ius soli dovrebbe essere discusso in Aula senza i contingentamenti e le limitazioni imposte dalla fiducia. Anzi, apporre la questione di fiducia su questo provvedimento rappresenterebbe un grave vulnus al libero confronto, che alla fine è quello che si attendono tutti gli italiani. Quindi, evitiamo la fiducia e lasciamo il Parlamento libero di approfondire e riflettere su un tema che, altrimenti, rischierebbe soltanto di alimentare demagogia e populismi".

francesco latteri scholten




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