mercoledì 23 gennaio 2013 - Paolo Praolini

Indecisione nel voto: ecco il perché

In questo ginepraio di proposte politiche sto veramente facendo fatica a ricomporre le idee.

Sono sbalordito dalla propaganda e dalle promesse che stanno facendo gli stessi che hanno smontato tutte le prospettive di crescita e di sviluppo di questo paese.

Irridenti ci sbattono in viso con preordinata sequenza la sequela di successi e di riforme che secondo loro hanno cambiato in meglio il paese.

Ma più di tutto mi disgusta quel perpetuare di condanne ed attacchi verso i competitori politici di altri schieramenti contrapposti, rimarcando l'altrui difetto e mai ponendosi davanti alle proprie mancanze.
Pur di mostrarsi illibati, si nega la verità, si manipolano le statistiche e i dati a proprio bisogno, sono capaci di stampare quelle facce di bronzo sugli schermi TV davanti a milioni di cittadini troppe volte disarmati o incapaci di misurare quei numeri o quelle parole, quei numeri mai risultano collimanti con quelli del competitor.
In questo mega-archetipo di autodifesa corporativa i politici mancano di una cosa importante, sono poveri ed inconsistenti nel costruire proposte concrete per lo sviluppo, per la crescita dell'economia e del pensiero popolare oppresso dai morsi della crisi!

Per il lavoro ed i salari nessuno e dico nessuno ha saputo sfoderare idee e proposte!
Il nulla, il deserto ci circonda, il paese rischia di tornare in mano agli inetti ed in balia dell'incapacità, dimostrata nel non saper elaborae questioni come una equa legge elettorale, o il federalismo impantanato nel mezzo del guado.

Alcuni hanno montato la sceneggiata delle primarie negando il voto a chi ne avrebbe voluto invece il diritto ed imponendo nelle posizioni di testa dei listini coloro che non avevano partecipato alle consultazioni primarie, scavalcando anche i vincitori.

Allora mi risulta difficile elaborare un costrutto che mi porti ad una scelta di voto equilibrata quando ancora continuano i coretti stonati del 'non disperdere il voto', del 'non alimentare il populismo', dello smontare il 'non voto'.

Tra una realtà sconcertante affondata in una profonda crisi di lavoro e di sobrietà delle istituzioni in contrapposizione con le 'strabilianti' ed inconsistenti proposte di questa non credibile classe politica, è impossibile sintetizzare un risultato o un'idea che possa farci propendere per un voto ragionato e consapevole.

Allora il cittadino normale, frastornato dagli slogan e dai conturbamenti, indeciso più che mai, non potrà far altro che...

Non chiedete a me, non so neanch'io quale sarà la migliore scelta o la decisione meno dannosa!




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