mercoledì 29 luglio - angelo umana

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

 Che colpo, che evento, “es una ocasiòn singular” quella di rivedere Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto a distanza di 50 anni esatti dall'uscita: è stato in onore di Morricone per la sua colonna sonora “patrimonio dell'umanità”, e con Gian Maria Volonté (e la Bolkan e Salvo Randone) e di Elio Petri, tutta questa bontà al prezzo di ... €4,50 al cinema Edera di Treviso!

 E' notabile poi che il regista, coraggioso nel denunciare i vizi di tante “istituzioni” (v/ La classe operaia, Todo modo) quando ancora non era diffuso il coraggio di farlo, abbia lasciato queste fotografie e “documenti” storici, pur avendo vissuto appena 53 anni, circa l'età di Napoleone, vite brevi ma memorabili o ben impiegate.

Questo film fu premiato con l'Oscar al miglior film straniero nel '71, segno che nel mondo si prendeva coscienza delle brutture maleodoranti del “potere costituito” e autoreferenziale. E quale miglior attore di Volonté per interpretare un alto carico di polizia criminale e poi di p. politica, dalla parlata meridionale, che declama il suo verbo davanti a sottoposti ossequianti. Un criminale a dirigere la repressione, deciso ad affermare sé stesso e la convinzione che il popolo fosse da educare oltreché da sottomettere: il popolo è minorenne, bambini di fronte all'autorità costituita, la repressione (di anarchici, manifestanti e contestatori, sovversivi, gente socialmente e politicamente pericolosa, tutti da schedare e controllare) è vaccino e civiltà, che cos'è questa democrazia? Siamo la polizia di un paese democratico ... ma le bombe che minchia c'entrano con la democrazia? 


Furono memorabili il suo portamento, l'atteggiamento al comando nel suo ambiente, le riverenze che gli attribuivano e la libertà di prendersi gioco dei poliziotti di grado inferiore. Le qualità morali che si attribuiva pubblicamente, il potere che si gloriava di rappresentare con tanta tensione (Lo Stato mi offre tutti i mezzi per sapere tutto di un individuo), questa sorta di apparenza da mostrare, li compensava con il conforto e le tenerezze che ricercava nella sua amante. Nell'appartamento e tra le lenzuola di seta scura di quel letto si rifugiava, si rivelava infantile e indifeso: solo lì veniva da lei giudicato come uno scolaretto. Era un rapporto d'amore violento che lei gradiva, le piaceva essere interrogata e punita ma lo giudicava: bel coraggio hai se sei tu a fare le indagini ... ma sei sessualmente incompetente. Essa si intratteneva anche con un giovane inquilino dello stesso stabile, quel sovversivo di Antonio Pace, competitore in amore del commissario il quale lo volle interrogare in relazione all'omicidio della donna ma principalmente perché i "sovversivi" erano obiettivi facili nel suo mirino. Studiò dapprima la posizione della sedia da cui interrogarlo, nel locale del palazzo di polizia che è una grande tomba, dove posizionarla e quale atteggiamento assumere … per essere poi sopraffatto dalla dialettica del giovane e ridiventare bambino implorante, quasi piangente.


Delle tracce volute lasciare sulla scena del delitto dal potente poliziotto autore dell'omicidio, per sfidare l'acume del corpo cui apparteneva, nulla gli valse una condanna: la lametta con cui tagliò la gola all'amante, le impronte di sangue sul pavimento, la doccia successiva, il filo di seta della sua cravatta celeste, la refurtiva, gli indizi. Era al di sopra di ogni sospetto e “lo spirito di corpo” dei colleghi non lo volle incolpare, sarebbe stata un'autoaccusa per i loro stessi metodi e torture. Dunque un film ancora attuale, ricordando le violenze recenti di vari “corpi di protezione” dell'ordine pubblico, il carattere a volte violento di alcuni componenti, un grado di cultura e di proprietà di linguaggio purtroppo ancora abbastanza basso (fargli scrivere una denuncia per credere). Servi della legge che sfuggono al giudizio umano, scrisse Kafka, ma alcuni prescindono dalla legge o se ne sentono al di sopra.


Foto: Wikipedia




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