mercoledì 20 gennaio - Oggiscienza

Impronte digitali: Forensis – la scienza del crimine

Inauguriamo la nostra nuova serie di podcast con una puntata dedicata alle impronte digitali, dall'antica Mesopotamia ai progressi della moderna dattiloscopia.

di Francesca Zanni

Le impronte digitali sono uniche e possono identificare un essere umano con certezza. Ma quand’è che ci si è resi conto della loro unicità e di poterle utilizzare per identificare le persone? In questo primo episodio della nuova serie podcast di OggiScienzaForensis, la scienza del crimine, andiamo ad analizzare il primo caso criminale in cui è stata utilizzata la tecnica della dattiloscopia. Per farlo dobbiamo viaggiare nel tempo e nello spazio: dobbiamo infatti tornare all’Argentina di fine ‘800.

La dattiloscopia, ovvero lo studio delle impronte digitali, è una scienza relativamente recente, anche se già nell’antica Mesopotamia si conosceva il potenziale dei piccoli disegni sui polpastrelli umani. In questo episodio ripercorreremo le tappe storiche che hanno portato all’affermarsi di questa scienza forense, che tutti abbiamo visto essere largamente utilizzata e spettacolarizzata in serie tv e film crime. Usate oggi anche a scopo di verificare l’identità delle persone e non solo in ambito forense (pensiamo ai passaporti biometrici o ai cellulari che si sbloccano con un tocco) le impronte digitali sono una peculiarità del corpo umano davvero unica e incredibile: nemmeno i gemelli omozigoti presentano le stesse creste e valli sui polpastrelli.


La Sigla è Forging Stormbreaker di The Whole Other (Youtube Audio Library)

Musiche (Youtube Audio Library):

Medieval Astrology – Underbelly & Ty Mayer
False Morel – Trevor Garrod
A Call Is Upon Us – The 126ers
No.4 Piano Journey – Esther Abrami
Cages – Density & Time

Fonte: 1913 – 2013. L’impronta digitale. 100 anni al servizio della confederazioneDipartimento federale di giustizia e polizia della Confederazione Svizzera

Crediti immagini: William Clifford via Flickr – CC BY 4.0




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