venerdì 19 febbraio - paolo

Il sicario di Rignano. E gli italiani.

Bando alle ciance, basta infingimenti e finiamola di credere alle balle che quotidianamente piovono dai nostri media mainstream. La faccenda è andata come la espongo io e, piaccia o non piaccia, è la sola verità.

Tutto è crollato quando Conte, Gualtieri, Sassoli e Gentiloni, chi ci aggiunge la Bonino e Berlusconi lo denuncio, hanno sdoganato il malloppo UE, ovvero la bella cifra di 209 miliardi di euro da destinare al Recovery found/plan o Next GenerationUE che dir si voglia. In sostanza una sorta di piano marshall post bellico per rimettere in sesto una Italia stremata e quindi salvare l'Europa intera dal default. Tedeschi generosi e Merkel impietosita? Manco per niente. Il punto è che se crollasse l'industria manifatturiera del Nord Italia, che è interdipendente con quella tedesca specialmente nel settore auto, anche per Germania sarebbero cavoli amari. In cambio, per attingere a questi fondi, l'impegno di un piano di riforme in tempi certi.

Fatta questa premessa, fin da subito è scattato l'allarme rosso da parte di noti "prenditori" italiani e stranieri, finanzieri, banchieri, media tanto al chilo e trafficoni vari, ben adusi allo spolpaggio di risorse pubbliche, sul pericolo che ad amministrare queste risorse fossero soprattutto Conte e il M5S. Il PD non rappresentava un pericolo inquanto notoriamente molto permeabile a certe derive, diciamo poco trasparenti per usare un eufemismo. E allora che scatta il piano Mattarella con il sostegno di Santa madre Chiesa che, in questo paese confessionale e integralista, è un viatico indispensabile. Obiettivo mettere fuori gioco Conte, non disponibile a giochi sotto banco, e togliere la golden share parlamentare, conquistata a suon di voti nelle elezioni politiche del 2018, ai 5S. Il pretesto ovvio e scontato il fatto che i pentastellati, per quanto la formazione politica che vanta il maggior numero di laureati e professionisti, fossero una manica di incompetenti e Conte una sorta di macchietta. Accuse piovute quotidianamente e ad unisono proprio da coloro che hanno ridotto questo paese in braghe di tela e che hanno dato dimostrazione eloquente della loro "competenza" nella gestione della pandemia nelle regioni del Nord, Lombardia in primis.

Mancava il sicario, ovvero colui che accendesse la miccia. E chi meglio del noto "rottamatore" di governi, ovvero il senatore Matteo Renzi di Rignano sull'Arno, uscito dal PD appena formatosi il Conte 2 per costituire una formazione di guastatori dal nome di Italia Viva? Sterilizzatosi per autocombustione l'omonimo e rocambolesco papeetiano verdognolo non rimaneva che lui, un nome e una garanzia.

Il resto della storia è stata tutta orchestina diretta e gestita dal Presidente Mattarella, avendo l'appoggio di tutti i partiti della opposizione al Conte 2 e quella di gran parte del PD, che pure era in maggioranza con il M5S. Una sinfonia tocca e fuga che ha umiliato il povero Fico, presidente pentastellato in quota M5S, mandato a consultazioni per l'ipotesi di un governo Conte ter. E questo spiega anche perché l'incarico, come da tradizione, non sia stato affidato alla seconda carica istituzionale, ovvero la Elisabetta Casellati. La parolina magica, che ha reso i tentativi di Fico una penosa parodia è stata " no elezioni in nessun caso". Ergo una garanzia per tutti i parlamentari che sarebbero rimasti sulle loro poltrone dorate. E quindi nessun interesse, se non per i pochi "costruttori " kamikaze" in cerca di notorietà, quello di esporsi in movimenti che non avrebbero dato loro alcun vantaggio materiale, se non l'effimero piacere di essere entrati nella stanza dei bottoni.

Nel frattempo era già pronto da tempo, con tanto di residenza romana, ai blocchi di partenza il prof. Mario Draghi, il salvatore dell'Euro, l'uomo a cui basta la parola ( come il confetto Falqui ). E già definita la sua squadra di tecnici e relativo contorno di politici offshore, compresi ex ministri del Conte 1 e del Conte 2, la cui capacità di incidere sarà solo platonica, ovvero pari a zero. Perché solo Mario deciderà. Tutto.

Ecco quindi compiuta l'opera omnia, l'omicidio perfetto della democrazia che rende inutile l'esercizio del voto del popolo chiamato alle urne. Ecco pronto il polpettone nel nome della propagandata "Unità nazionale", dalla quale si è sfilata solo la postfascista Meloni e frange di dissidentid i varia estrazione; In totale una quarantina di teste che quindi non conteranno una mazza. Obiettivo perfettamente raggiunto, fuori Conte e M5S depotenziato, essendo in netta minoranza in parlamento e quindi non in grado di difendere le riforme che ha varato. Dalla spazzacorrotti, al reddito di cittadinanza, alla eliminazione della prescrizione, la riduzione dei parlamentari ecc... ; men che meno si andrà al conflitto di interessi, ad una vera riforma della giustizia, insomma tutto cadrà nel nome di un governo universale salvatore della patria. Ovvero probabilmente la solita supercazzola per fregare gli italiani. O meglio per fregare quelli che corrono e si impiccano per fare andare avanti la baracca, mentre per tutti gli altri sarà natale tutti i giorni.

Viva l'Italia. 




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