venerdì 8 settembre - Oggiscienza

Il ruolo dell’amicizia nella salute mentale

Non basta essere popolari a scuola: sono i rapporti più forti e profondi con gli amici a influenzare lo sviluppo di un'idea positiva di se stessi.

di Francesca Camilli 

Le amicizie dell’adolescenza influenzano la salute mentale della vita adulta. Lo afferma uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università della Virginia e pubblicato di recente sulla rivista Child Development.

La ricerca, guidata da Rachel K. Narr, ha coinvolto un gruppo di 169 adolescenti, che sono stati intervistati a 15, 16 e 25 anni. Nel corso dei colloqui, ai ragazzi sono state fatte domande sulle loro amicizie, su quanto queste fossero basate sul rapporto di fiducia e sulla qualità della comunicazione. Ai partecipanti sono stati somministrati questionari, per valutare livello di ansia, autostima e sintomi depressivi. Anche i “migliori amici” dei ragazzi intervistati sono stati a loro volta sottoposti alle stesse domande.

Nel corso dello studio i ricercatori hanno tenuto conto di parametri quali la qualità dell’amicizia e la popolarità. Una amicizia di buona qualità, definita come un legame stretto basato sul supporto reciproco e su un alto livello di intimità, è stata valutata sulla base di quanto espresso dai migliori amici dei partecipanti durante i colloqui svolti a 15 anni. La popolarità è stata invece stimata in base al numero di adolescenti che avevano manifestato il desiderio di voler trascorrere il tempo con quel determinato ragazzo o ragazza.

I ricercatori hanno individuato una relazione tra questi parametri e lo stato di salute mentale dei partecipanti a 25 anni. I ragazzi che a 15 avevano dato importanza ad amicizie di buona qualità, dieci anni più tardi mostravano meno sintomi legati a fobia sociale e depressione e una maggiore autostima. Al contrario, i ragazzi che durante l’adolescenza erano considerati popolari, nella vita adulta soffrivano più frequentemente di fobia sociale. Secondo quanto riportato dai ricercatori, queste differenze non hanno nessun effetto nel breve termine, ma le conseguenze si manifestano più avanti, indipendentemente dalle altre esperienze che sono avvenute nel frattempo.

Nello studio, inoltre, è stata identificata una relazione debole tra popolarità e amicizie di buona qualità: sebbene alcuni adolescenti riescano a essere popolari e a stabilire legami profondi, nella maggior parte dei casi ciò non avviene. Questo suggerisce come i due tipi di successo sociale siano legati a caratteristiche diverse della personalità.

La conclusione della ricerca – spiega in un comunicato Joseph Allen, coautore dello studio – è che la formazione di amicizie solide sia una delle esperienze fondamentali per la vita sociale di un adolescente e che sarà la qualità di queste amicizie a influenzare la salute mentale degli anni successivi. Incoraggiare legami forti e profondi può quindi essere uno strumento per promuovere la salute mentale a lungo termine. Secondo i ricercatori, questo potrebbe essere legato alla capacità di sviluppare un’idea positiva di se stessi, in un momento in cui si sta sviluppando l’identità personale. Le amicizie basate sul sostegno reciproco potrebbero inoltre incoraggiare il ripetersi di questo meccanismo di supporto anche nel corso delle relazioni future.




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